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Nuovi dettagli da Michael Dougherty su Godzilla 2


 
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Regista particolarmente generoso nel parlare della sua opera, Michael Dougherty è stato di recente intervistato da Comicbookmovies e ha fornito nuovi dettagli sulla realizzazione e, soprattutto, sulle scelte che lo hanno guidato durante la lavorazione di Godzilla II – King of the Monsters.

Come sempre ne diamo conto, soffermandoci sui passaggi più significativi, sul rapporto con il primo film e, soprattutto, sul significato della scena dopo i titoli di coda e su una ulteriore sequenza mai girata. L'intera intervista (in inglese) può essere letta alla fonte.

Mi è piaciuto vedere i concept art che hai condiviso su Twitter [li abbiamo visti anche noi QUI ndr]; in quanto filmmaker, quanto sono importanti quegli artwork rispetto a ciò che finisce realmente sullo schermo?

Sono estremamente importanti. Ho iniziato da bambino, anche prima rispetto a quando sono diventato animatore: non avevo iPhone e iPad per realizzare i cortometraggi, quindi il meglio che potevo fare erano dei fotogrammi! Parte della mia tradizione di bambino era vedere i film di Godzilla e disegnare poi la mia versione delle loro battaglie mostruose. Pertanto, lavorare al design delle scenografie, ai concept art e all'aspetto delle creature è la mia parte preferita del lavoro, perché non sei vincolato dal budget o dalle scadenze e puoi semplicemente realizzare i design e le immagini più folli che ti vengono in mente. Il passo successivo è provare a tradurre molte di queste immagini chiave sul grande schermo e qui facciamo costantemente riferimento ai concept art con gli artisti degli effetti visivi.


Da dove ti è venuta l'ispirazione per includere la versione "super" di Godzilla che si vede nella battaglia finale del film?

In parte c'è il fatto che adoravo il Fire Gozilla (o qualunque termine tu preferisca per indicarlo) dei vecchi film perché, tradizionalmente, la gente pensa al raggio atomico come alla sua mossa finale e Gareth [Edwards] lo ha usato proprio in questo modo nel primo film, con esiti davvero brillanti. Non dimenticherò mai il momento in cui si vede la coda e la schiena che si illuminano e finalmente usa il raggio atomico. Hanno reso meravigliosamente quel passaggio e, anzi, non avevo idea che stesse arrivando, quindi quando lo ha fatto è stato un vero momento da applausi. Perciò non potevamo ripeterci, dovevamo invece escogitare un modo che avrebbe permesso a Godzilla di sconfiggere King Ghidorah con un risultato soddisfacente e di grande impatto visivo. È stato lì che ho proposto l'idea di utilizzare la sua forma infuocata come soluzione. Aveva anche senso rispetto alla storia, ai personaggi e all'idea che si è evoluto dopo il sacrificio di Serizawa.


Il primo film è stato preso di mira da alcuni fan per la scarsa presenza d'azione, quindi nel realizzare il seguito hai sentito la pressione di dover alzare l'asticella?

Non la definirei pressione di dover aggiungere più azione, mi è sembrata un'evoluzione naturale. Avevo sentito le lamentele, che non si vedeva abbastanza Godzilla, che non c'era abbastanza azione... e non sto cercando di liquidarle. Tutti hanno diritto a esprimere il loro punto di vista, ma allo stesso tempo credo che lamentele così siano il sintomo di una società in cui tutti siamo sovrastimolati, e vogliamo solo aggiungere sempre più azione. Da parte mia adoro e apprezzo anche i film che possiamo definire “a cottura lenta”. Mi sembra non ce ne siano più troppi in giro, l'atteggiamento è quasi da "Metti giù il tuo ca... di telefono, stai seduto in silenzio, presta attenzione e goditi l'accumulo". In questo senso ho pensato che la scelta di Gareth e dello Studio sia stata davvero coraggiosa: hanno preso quella strada e hanno realizzato un film che guardava indietro a opere come Lo squalo o Alien e altre che tanto amiamo, con La cosa che è forse è l'esempio più perfetto. Vorrei che ci fosse lo spazio per realizzare più film di quel tipo e sono davvero contento che Gareth abbia seguito quella strada. Allo stesso tempo, però, non aveva senso con il sequel non alzare il volume e aumentare un po' la velocità. L'avrei fatto a prescindere dal film precedente.


Si è discusso parecchio del fatto che il personaggio di Sally Hawkins viene ucciso molto velocemente. C'è mai stata una versione del film in cui il personaggio aveva avuto un ruolo più ampio?

[Ride] Sì, è vero, se ne è parlato parecchio. No, non c'è mai stata una versione in cui il suo ruolo fosse più lungo. Il motivo per cui è morta così presto – e torniamo al discorso di prima – è che volevo far capire quanto crudele e infido fosse Kingh Ghidorah e stabilire così definitivamente che è lui il vero cattivo del film. In parte l'ho fatto anche avevo amato tanto il personaggio di Sally nel primo film: la dottoressa Graham e il dr. Serizawa erano i miei preferiti perché facevano quello che per me è il lavoro ideale. Erano gli esperti di Godzilla! Dato che il suo [di Sally Hawkins] era il personaggio più comprensivo e affettuoso, quello che scalda il cuore, quale modo migliore per stabilire il tuo cattivo che fargli uccidere quella persona? È un ritorno al personaggio di Janet Leigh in Psyco. Spendi tanto tempo per creare un certo personaggio e farlo apparire come l'eroina (o comunque la protagonista) e poi in modo scioccante viene fatto fuori. Stavo esplorando il mio bakground horror in questo modo. Ricordo di aver sentito anche delle critiche che dicevano: "Perché King Ghidorah lo dovrebbe fare? È una cosa piccola piccola per lui!” Mi spiace ma se sei stato rinchiuso nel ghiaccio per potenzialmente decine di milioni di anni, hai fame! [Ride] Se qualcuno ti ha congelato nel ghiaccio per milioni di anni e poi vedi delle piccole cose che corrono sul pavimento, ti garantisco che vorresti inseguirle per farti uno spuntino!

La scena dopo i titoli di coda è fantastica; Come hai pensato e predisposto quello che sembra un apparente rimando a future apparizioni di Mecha King Ghidorah? Stavi davvero preparando il suo futuro ritorno in quella forma?

No, non era un motivo per preparare l'arrivo di Mecha King Ghidorah. Non dico che non potrebbe esserlo, ma se pensi a cosa può fare King Ghidorah, alla rigenerazione come suo fattore chiave e alla sua capacità di chiamare gli altri Titani, è una miniera d'oro di opportunità. Quel DNA è una risorsa da sfruttare per il personaggio di Charles Dance. Alcuni campioni di cellule e chissà cosa sarà capace di creare.


Quanto hai lavorato a stretto contatto con Adam Wingard per portare Godzilla dove serviva a lui per Godzilla vs Kong? E questa cosa ha cambiato i tuoi piani?

Ho avuto completa libertà. Adam è stato sul set per un giorno e poi ci siamo scritti e chattati qua e là durante la post-produzione, ma non è stato necessario fare le acrobazie per allineare le nostre storie. Zach [Shields], il mio co-sceneggiatore, e io abbiamo effettivamente rivisto lo script di Godzilla vs Kong per precisare alcuni punti e assicurare che la continuità fosse rispettata, ma è avvenuto tutto in modo molto semplice, naturale, è stato un processo organico per far confluire i due film l'uno nell'altro.


Ci sono delle scene che hai girato (o che volevi girare), ma che poi sono rimaste fuori dal montaggio finale?

Inizialmente avevamo due scene dopo i titoli di coda. C'è quella che sappiamo, con Charles Dance che acquista la testa di King Ghidorah, e poi un'altra che avevamo scritto, storyboardato, e avevamo fatto persino la ricerca delle location e la preparazione dei costumi. Fondamentalmente coinvolge il personaggio di Zhang Ziyi ed è ambientata dopo gli eventi del film. Lei è a Tokyo, entra in una specie di ristorante o bar, scende una scala e finisce in quello che sembra un antico tempio che è stranamente simile a quello che abbiamo visto all'inizio del film in Cina.

Qui incontra la sua sorella gemella, che le esprime le sue preoccupazioni sull'andare avanti o meno in quello che stanno preparando, che le ragazze sono così giovani e non è sicuro che siano pronte. Ziyi dice: "Anche noi un tempo eravamo così" e poi emergono in questa gigantesca camera dove vediamo un secondo uovo di Mothra, di fronte al quale ci sono due bambine, forse di tre o quattro anni, pure gemelle, che cantano la canzone di Mothra all'uovo per farlo schiudere. Non averla potuto girare mi ha spezzato il cuore perché avrebbe confermato che [Zhang Ziyi] stava interpretando le gemelle di Mothra, un riferimento profondo ai film originali.


A beneficio degli spettatori, ricordiamo che Zhang Ziyi tornerà in Godzilla vs Kong.




 





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