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5 curiosità (e citazioni) di Godzilla 2!


 
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Mentre prosegue il suo percorso nelle sale, riveliamo qualche ulteriore dettaglio di Godzilla II – King of the Monsters: la mitologia e il ricco sistema di riferimenti messo in piedi da Michael Dougherty offre infatti molto materiale per espandere la discussione.

Naturalmente la lettura è raccomandata solo se si è già visto il film.

 

1. Mothra, la sua mitologia e il suo ruolo

Mothra è il kaiju che nell'universo Toho veicola la mitologia più ricca e la sua apparizione nel film non poteva certo trascurare questo aspetto, anche se il ruolo da comprimario stavolta la costringe a un minore (ma comunque significativo) tempo sullo schermo.

Sappiamo già che le macchie sulle ali sono state disegnate in modo da richiamare gli occhi di Godzilla e stabilire così la relazione simbiotica che lega le due creature.


In un post su Twitter, Michael Dougherty spiega inoltre che la possibilità di Godzilla di evolvere in Fire Godzilla (che vediamo nel finale del film) è un altro effetto della simbiosi: quando Mothra viene uccisa da King Ghidorah, la sua aura ricopre il sauro, permettendogli l'evoluzione (qualcosa di simile si era vista in Godzilla vs. Mechagodzilla con la fusione tra Godzilla e Rodan). Dougherty ha anche spiegato che si tratta di uno status eccezionale, e che Godzilla non può richiamarlo a piacimento.


Altro elemento importante riguarda le fatine gemelle. A un certo punto della storia scopriamo infatti che il personaggio di Zhang Ziyi, la dottoressa Ilene Chen, ha una sorella gemella e che questo è un tratto fondamentale della sua famiglia. La gemella della dottoressa Chen, ovvero la dottoressa Ling, si vede nel film quando il bozzolo di Mothra si schiude e lei è lì ad assistere. Qui sotto l'attrice nei due ruoli, notate come Chen ha i capelli corti, mentre Ling li ha più lunghi:

Ecco una "foto di famiglia" condivisa da Dougherty dove il differente look delle gemelle si percepisce in maniera più chiara, cliccando sull'immagine sarete reindirizzati alla versione più grande e completa:



Il riferimento/omaggio alla tradizione delle Shobijin/Cosmos/Elias è confermato dal fatto che la foto con le nonne della scienziata, che si vede nel film, porta la data 1961 (che è proprio l'anno in cui uscì il primo Mothra) e la location è Infant Island. Com'è noto, l'isola in questione è proprio il luogo in cui “vive” la dea falena nell'universo Toho.

Tutto questo offre degli spunti interessantissimi, che potrebbero essere affrontati in future opere: il riferimento all'Infant Island è soltanto un omaggio o l'isola esiste davvero nella “geografia” del MonsterVerse? Le due gemelle interagiranno in futuri film?

Quanto alla domanda se Mothra sia morta, ricordiamo che il ciclo vita-morte-rinascita è tipico del personaggio e già i titoli di coda mostrano il ritrovamento di un uovo che potrebbe appartenere proprio alla falena.

 

2. I mostri del film

Nel corso della storia, il dottor Serizawa ci informa che i Titani avvistati dalla Monarch sono 17. Nel film ne vediamo 9, con lo spazio maggiore concesso ai più famosi ovvero Godzilla, King Ghidorah, Rodan e Mothra. Gli altri cinque appaiono meno, ma sono comunque ben visibili e sono:

Kong (che non ha bisogno di presentazioni)

Scylla (il ragno gigante, il suo sito era in Arizona, è uno dei due famosi “altri mostri” dei trailer, foto sotto in alto)

Methuselah (il mostro-montagna, l'altro titano ignoto del trailer, che come sappiamo si trova a Monaco, in Germania, foto sopra in basso)


Behemot (il mammuth/gorilla, si trova in Brasile)

Un nuovo MUTO femmina (non è ben chiara la location da cui proviene, possiamo comunque presumere che sia sempre in America). La foto sotto è un concept art dal primo film:

Più confusa la situazione degli altri 8, ci si basa su quanto riportato sui monitor della base Monarch e in rete si trova la seguente lista:

  • Mokele-Mbembe
  • Baphomet
  • Tiamat
  • Typhoon
  • Abaddon
  • Leviathan
  • Sargon
  • Bunyip

 

La lista è comunque da considerarsi suscettibile di integrazioni: mancano infatti i mostri apparsi nei fumetti e quelli che abbiamo già visto su Skull Island. Il che ci porta al punto successivo.

 

3. Altri mostri celebri fuori lista

Sta facendo molto discutere la presenza, nell'artbook ufficiale del film, di alcune silhouette molto famose (le foto provengono tutte dal twitter di Kaiju News Outlet):

Gigan

Kumonga

Kamacuras

Anguirus

Otachi (da Pacific Rim)

Naturalmente è molto presto per capire se si tratta anche qui di soli omaggi o di una “dichiarazione d'intenti” per sviluppi futuri. Molto più interessante è l'ultimo nome coinvolto. Questa immagine, infatti, sembrerebbe chiamare in causa addirittura Gamera:

Non è la prima volta che si suggerisce la possibilità che la tartaruga volante entri nella famiglia. Nei titoli di testa di Kong: Skull Island, infatti, compare di sfuggita un MUTO alquanto particolare:

Naturalmente la presenza di Gamera nel MonsterVerse è legata a complesse questioni di diritti, quindi non diamo nulla per scontato. Di sicuro lo spunto è molto interessante.



4. La tana di Godzilla

Il “luogo” in cui Godzilla si reca per rigenerarsi è un autentico e affascinante mistero del film: un tempio sottomarino risalente a un'epoca precedente alle civiltà greche e romane. Di cosa si tratta precisamente? Se fosse Atlantide sarebbe un ulteriore indizio in più circa la presenza di Gamera (che nella serie Heisei proviene proprio dal continente perduto). Attenzione però alle conclusioni affrettate!



Dougherty su Twitter spiega infatti che il tempio è ispirato alle misteriose Strutture Yonaguri che si trovano in Giappone. Un modo per suggerire che forse quell'antica civiltà dell'antico Giappone potrebbe essere stata la prima sulla Terra a entrare in contatto con Godzilla.

 

5. Altre caratteristiche dei kaiju e piccole citazioni della tradizione

Dougherty fornisce qualche piccolo dettaglio anche sulla biologia dei kaiju. Intanto le creste dorsali di Godzilla sono un po' come le corna dei cervi, crescono, si rompono, cambiano forma (ecco perché sono diverse rispetto a quelle del primo film). Relativamente a Ghidorah, invece, la testa che si rigenera conserva le memorie e la personalità della precedente: i neuroni del mostro sono infatti sparsi in tutto il suo corpo e permettono così di mantenere la memoria genetica del pezzo reciso.

Segnaliamo infine due piccole citazioni dal passato: uno riguarda i cannoni della base Castle Bravo che sono dei “Maser”, come quelli della serie Showa. E poi c'è la portaerei U.S.S. Brody, un omaggio al protagonista del precedente film di Gareth Edwards.