26/03/2019, ore 05:06 |  Login  |  Registrati
Ricerca Film in database:
Bookmark and Share

Godzilla 2 su Total Film


 
Immagine associata alla news
  

Prosegue la campagna promozionale di Godzilla II – King of the Monsters e arriva un nuovo e lungo articolo dalla rivista americana Total Film, che al Re dei mostri dedica anche la spettacolare copertina.

 

Vediamo anche Godzilla letteralmente “devastare” il logo della rivista, in un'immagine di grande impatto:

 

Grazie alle scansioni postate da Gormaru, possiamo avere un'idea molto chiara dei contenuti dell'articolo (immagini e testo), riportiamo i passaggi fondamentali in italiano.

Si parte con il regista Michael Dougherty, esausto ma contento del lavoro svolto nei tre anni che ci sono voluti per completare il film e felice di poter dare una forma concreta al MonsterVerse:
 

“Ovviamente Legendary e Warner Bros stanno costruendo questo MonsterVerse (…) e io sono un grande fan di questa idea. Quando pensi alla cosa, la Toho ha iniziato a costruire un universo cinematografico già negli anni Sessanta e Settanta. Di fatto addirittura nei Cinquanta, andando indietro.

[Per realizzare un universo condiviso] ho potuto dare sostanzialmente libero sfogo a ciò che volevo, davvero. L'unica cosa che [Legendary e Warner] mi hanno chiesto è stato di includere Mothra, Rodan e King Ghidorah, e io ero completamente d'accordo. E anche la Monarch. Ma a parte quello è stato un processo di sviluppo molto libero.”

 


Sul suo rapporto con le creature:

 

“Sono ossessionato da questi personaggi fin quando ero un bambino. E li disegnavo... per farvi capire, ho recentemente ritrovato una Bibbia dei tempi del liceo e anche lì ci ho trovato dei disegni di Godzilla all'interno delle illustrazioni. Quindi è qualcosa che è rimasto con me per tanto tempo. Negli anni della crescita è stato come Star Wars e i supereroi e tutto il resto. In un certo senso, e soprattutto, Godzilla aveva importanza per me in quanto era un mostro, e ho sempre sentito pietà per i mostri”

 

Sui precedenti capitoli del MonsterVerse:

 

“Dell'approccio di Gareth [Edwards in Godzilla 2014] ho amato il fatto che fosse molto realistico e fondato. Sembrava come qualcosa che potessi vedere dalla tua finestra. Quindi ha tenuto la macchina da presa a un livello molto ancorato al terreno in modo che le creature sembrassero davvero enormi. Poi Jordan [Vogt-Roberts in Kong: Skull Island] ha spinto [quell'approccio] un po' più in là, portando molto colore e vitalità alle sue inquadrature.

Volevo proseguire lungo questa evoluzione. Quindi ritrarre le creature in modo molto realistico, ma allo stesso tempo abbracciare tutto il colore che potevano portare – soprattutto quando hai a che fare con un drago a tre teste che spara fulmini. Quando aggiungi una falena gigante o un volatile gigante nato da un vulcano, devi cercare in qualche modo di confrontarti con un elemento più fantastico. Cerchi quindi di mantenere il tutto più realistico possibile, in modo che sembri vero. Ma allo stesso tempo [sei consapevole che] stai sempre parlando di creature fantastiche.”

 

Su questo punto c'è anche un intervento di Guillaume Rocheron, tecnico degli effetti speciali:

 

“Michael voleva qualche piccolo cambiamento al design [di Godzilla]. Abbiamo ridisegnato le creste dorsali perché fossero più in linea con il Godzilla del 1954. Quindi più grandi e tondeggianti, un po' a forma di stella marina. E poi abbiamo fatto degli aggiustamenti sulle proporzioni. La testa è leggermente più piccola. Le spalle sono leggermente più larghe.

[I mostri] non parlano. Non sono teneri. Non suscitano quel tipo di attrattiva. Molto di loro arriva attraverso gli occhi e il modo in cui si muovono i muscoli facciali. Questo ha rappresentato il salto più grande che abbiamo fatto rispetto al primo film, per quanto riguarda le creature.

Abbiamo inoltre usato le distruzioni come scusa per mostrare la grandezza dei mostri. Se vedi i detriti cadere molto lentamente contro una creatura, il cervello umano è consapevole del tempo che realmente ci vuole per quella caduta. In questo modo hai subito un senso delle proporzioni. Hai una reazione del tipo “Ok, quello che sto guardando è davvero molto grande”.

Per ogni creatura abbiamo sempre cercato di avere un fondamento visivo sulla realtà. Per Godzilla abbiamo usato molto i draghi di Komodo e le lucertole. Per Mothra abbiamo guardato alle falene e alle api. Ci siamo rifatti anche alle mantidi religiose perché in termini di design ci chiedevamo principalmente: come possiamo riuscire a rendere il design più femminile? Per Rodan abbiamo guardato a ogni tipo di uccello, e agli scheletri dei dinosauri. Ci siamo rifatti molto agli avvoltoi, per il viso. Ovviamente nessuna di queste creature è rivestita di magma e lava essiccata, ma quantomeno offriva un punto di partenza.

Il design di Ghidorah è stato il più interessante, perché ha tre teste e due code – un'anatomia davvero inusuale. Anche qui ci siamo rifatti a certi tipi di lucertole, ma anche ai serpenti. La nostra più grande influenza per lui sono stati i cobra. Non volevamo che si spostasse in modo lento e pesante, così nelle sue movenze abbiamo inserito degli elementi dei serpenti. Le scaglie sul collo di Ghidorah, ad esempio, riprendono il giallo del cobra. Abbiamo guardato anche ai lupi in branco perché era molto interessante capire come si muovono tre lupi insieme, e l'abbiamo usata come ispirazione per il modo in cui si muovono le tre teste insieme.”

 

Dougherty chiosa ancora sui design:

 

“Sono partito dai film della Toho per avere il senso delle forme, dei suoni e delle silhouette dei mostri. (…) Crescendo con loro, ovviamente mi ero già fatto una mia idea, ma volevo rinfrescarmi la mente, soprattutto perché attraverso i decenni sono evoluti parecchio. (…) Volevo essere sicuro che restassimo fedeli ai tratti tipici che ci hanno fatto innamorare di queste creature. Ad esempio Mothra è molto colorata. Ghidorah, ancora una volta, è un drago a tre teste, ma ha anche dei tratti molto specifici – le scaglie dorate, le ali a forma di pipistrello molto particolari, il modo in cui chioccia quando ruggisce. Si è trattato quindi di mantenere quegli elementi, distillarli e aggiornarli. (…) Volevo inoltre far emergere certi comportamenti tipicamente animali. Di solito gli animali mostrano certi atteggiamenti intimidatori quando vedono un rivale. E di quello mi piace il fatto che si coglie la loro consapevolezza. Volevo che emergesse questo. Non volevo fossero solo mostri grandi e stupidi – ma invece delle creature vecchie migliaia, se non milioni, di anni, che conservano le loro memorie e il loro rancore. Con il mio sceneggiatore Zach Shields, continuiamo a dire che volevamo rimettere il “God” dentro Godzilla. Con questo intendo dire che negli anni in cui crescevo guardando queste creature, io non vedevo mai degli uomini in una tuta di gomma. Vedevo invece delle creature mitiche, antiche e potenti. Per me erano degli esseri intelligenti che si combattevano sulla scia di vecchi rancori. Erano l'equivalente dei draghi o dei giganti, di tutte le creature che compaiono nella mitologia o nella Bibbia. Ecco cos'erano. Ed ecco cosa volevamo aggiungere al film.”

 

La qualità epica e mitica si estende alla colonna sonora, che il regista ha voluto “controintuitiva”:

 

“Volevo per il film una musica che riecheggiasse le sonorità che potevano essere esistite quando queste creature dominavano la Terra. Dunque qualcosa di antico, misterioso e potente, e non solo la musica del tipico film moderno. Quindi abbiamo importato dei tamburi Taiko dal Giappone, abbiamo usato dei preti giapponesi per il canto. Anche il testo in alcuni dei canti ha un significato. C'è un certo sentimento operatico. Mi piace dire che se Star Wars è una space opera, noi stiamo creando una “monster opera”.”

 

In definitiva, anche alla luce del rispettoso pellegrinaggio alla Toho e ai padiglioni dove è stato girato il Godzilla del 1954:
 

“Ogni artista che gioca con l'universo di Godzilla prende e aggiunge qualcosa di nuovo. E a parte gli aggiornamenti degli effetti speciali, volevo apportare un approccio più mitologico a queste creature.”

 


Un aspetto importante e inedito è che per la prima volta vedremo la tana di Godzilla: 

“Fin da bambino mi sono sempre chiesto, dove va Godzilla mentre scorrono i titoli di coda? Perché ogni film finisce con lui che torna nell'oceano. Batman ha la Batcaverna, Superman ha la Fortezza della Solitudine. Quindi mi sembrava sensato che anche Godzilla avesse un posto dove ritirarsi. Ogni creatura tende a costruirsi una sorta di tana o ad avere un suo territorio in cui si muove abitualmente. Adoro l'idea che torni in un posto costruito per lui da una precedente e antica civiltà umana, che era riuscita a stabilire con lui una relazione simbiotica.”

 

Un accenno più approfondito alla storia, ci informa poi che la famiglia formata dalla dottoressa Emma Russell (Vera Farmiga) e da suo marito, il dottor Mark (Kyle Chandler) con la figlioletta Madison (Millie Bobby Brown) soffre una “grave perdita” durante la battaglia di San Francisco di Godzilla 2014. Il film segue le conseguenze di questo trauma, e loro ci fanno da guida, un po' come accadeva nei Brody del precedente film. Con la differenza che tra loro non c'è un eroe.

 
Vera Farmiga sul suo personaggio: 

 

“Per prima cosa, e soprattutto, penso a lei come a una madre che cerca di cancellare il dolore e l'impatto assolutamente devastante che l'attacco di San Francisco ha avuto sulla sua famiglia. La sua famiglia ne è uscita spezzata. Si è frantumata a causa di quell'evento. E lei ora sta operando a partire da quello. Il trauma di quell'attacco l'ha cambiata in modo acuto e profondo.”

 

L'articolo ci informa inoltre che la dottoressa ha inventato l'Orca, una macchina che le permette di comunicare con i Titani. Prosegue la Farmiga:
 

 “L'aspetto davvero bello per me è che hai a disposizione le armi più potenti mai inventate dall'uomo, che sono rese assolutamente inutili e obsolete dall'attacco dei Titani. L'uomo ha imparato a usare il fuoco a suo vantaggio, ma le sue armi militari, i suoi superfucili e i laser... tutte le cose più mortali sono assolutamente inefficaci contro i kaiju. Quindi cosa fa la differenza? La strategia gentile e il tocco educato di una donna. E sono io a incarnare quella donna, cosa che penso sia davvero forte... è una tecnologia pacifica.”

 

Se Kyle Chandler, dal canto suo sottolinea come l'esperienza sul set del King Kong di Peter Jackson lo abbia già in qualche modo preparato alla sfida (che però in questo caso si è rivelata “più tecnologica” e piena di computer), i sentimenti di Vera Farmiga sono in un certo senso condivisi da Millie Bobby Brown, che dichiara di aver accettato il ruolo “per l'importante tradizione dei film di Godzilla – è stato un onore esserne parte”, ma anche perché il regista Dougherty, come lei, è un amante degli animali. Vera Farmiga aggiunge:

 

“Il precedente Godzilla si focalizzava sulla relazione tra un padre e un figlio. Il cuore del nostro film è invece quella tra una madre e una figlia. Potrebbe essere uno dei primi Godzilla a passare il test di Bechdel, partendo da questa prospettiva. E per me sono cose molto importanti.”

 

Dougherty riprende la parola per parlare della componente umana del film:
 

 “Il problema di intrecciare una storia umana con un film di Godzilla è che la parte umana rischia di essere meno interessante per il pubblico. Almeno un terzo del tuo film, se non di più, deve essere dedicato alle creature giganti che si combattono senza pietà! (…) E per questo, istintivamente, sei meno in condizione di entrare nei drammi e nelle disperazioni degli umani. Quindi ingaggiare attori così iconici è stato molto importante, perché istintivamente ti ci affezioni subito. Hai quasi subito l'impressione di chi sono.”

 

Infine uno sguardo al futuro, a Godzilla vs Kong. Dougherty:
 

“Abbiamo fatto qualche cambiamento alla sceneggiatura, per permettere a certi temi di confluire [nel film successivo] e per favorire il passaggio di alcuni personaggi [Chandler e Brown sono confermati, ndr]. È stata la prima volta che ho scritto per King Kong, così è stato eccitante.”

 

E se per gli attori Dougherty e Wyngard hanno entrambi una profonda conoscenza della materia, il regista di Godzilla II – King of the Monsters non ha dubbi su chi vincerà la sfida tra i due giganti: “Il pubblico”.

 
Godzilla II – King of the Monsters uscirà in Italia il 30 Maggio 2019. La data americana di Godzilla vs. Kong è stata invece da poco anticipata di un paio di settimane, al 13 Marzo 2020.