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Godzilla KOTM: aggiornamenti sui mostri!


 
Immagine associata alla news
  

Non abbiamo fatto in tempo ad annunciarla, che la campagna virale di Godzilla: King of the Monsters fa già registrare le prime novità.

La pagina Facebook di Gormaru Island è infatti riuscita a sbloccare ulteriori contenuti del sito ufficiale, fornendo così nuove informazioni sui tre kaiju... pardon Titani che compariranno nel film.

Le novità più rilevanti riguardano Rodan, l'immagine sbloccata è anche in questo caso un graffito preistorico, che però mostra il design in modo molto dettagliato:

Da notare che qualche giorno fa, era trapelata in rete l'immagine di una maquette (attraverso GeekLifeSociety). L'avevamo ignorata perché non ufficiale, ma alla luce di questo “dipinto”, la scelta di un design più da rapace che da pteranodonte sembrerebbe confermata:

Interessanti anche le note di accompagnamento che integrano quelle già riportate nella precedente news:

Un sistema a combustione interna vulcanica di magma scorre in un corpo coperto da scaglie simili a rocce, che agiscono come un'armatura geotermica. Rodan ha una struttura scheletrica simile a quella di uno Pteranodonte – uno dei primi vertebrati noti per aver sviluppato la capacità di volare. Così come Kong è il re dei primati, Rodan potrebbe essere stato un tempo quello dei cieli. A causa delle temperature estreme che si registrano in questa particolare struttura di contenimento, gli equipaggiamenti attualmente in uso nel laboratorio possono non funzionare a dovere. Pertanto, non è possibile rilevare le firme termiche sulla creatura, e le squadre investigativa Monarch hanno condotto dei cardiogrammi via satellite per individuare e verificare i suoi segnali vitali. Al pari del vulcano che gli fa da incubatrice, Rodan è vivo ma dormiente.

Una creatura simile a una fenice, insomma, con poteri “infuocati” che rendono sempre più probabile la possibilità che Rodan, in questa incarnazione, torni dopo sessantadue anni a sparare il raggio dalla bocca.

L'immagine è accompagnata anche da due note dei responsabili Monarch:

Serizawa: notevole uso del colore
Chen: L'analisi mostra tracce di sangue nei colori, forse per onorare i caduti che hanno combattuto contro Rodan? O come offerta per ottenere la sua benevolenza?

 

Serizawa, lo sappiamo, è il personaggio di Ken Watanabe. Chen è invece la dottoressa interpretata da Zhang Ziyi, che da qui in poi svolgerà un ruolo importante nell'organigramma Monarch e tornerà anche in Godzilla vs. Kong.

 

È quindi la volta di King Ghidorah, anche qui abbiamo un graffito:

E le nuove note di accompagnamento:

In una struttura di contenimento Monarch immersa nella tundra ghiacciata dell'Antartide, un serpente alato a tre teste di antiche sebbene ignote origini giace ibernato all'interno di una tomba di ghiaccio. Si tratta senza alcun dubbio della superspecie più grande che sia mai stata scoperta, che sminuisce facilmente Godzilla grazie alla sua altezza di oltre 500 piedi (più di 150 metri, ricordiamo che il Godzilla Legendary è alto “solo” 108 metri ndr). Le scansioni craniche rivelano una densità del lobo frontale che varia tra i cervelli delle tre teste, dimostrando come ogni testa abbia livelli difformi di funzioni cognitive, forse addirittura di pensiero indipendente.


Queste note, come si può notare, sono coerenti con la decisione di affidare l'animazione delle teste a tre diversi attori e anche alla definizione di “Colui che è molti”.

Le note dei responsabili Monarch, infine:

Serizawa: Il Mostro Zero. Colui che è molti.
Chen: Un'antica iscrizione sumera lo definisce “Un canto di morte di tre tempeste”

 

Erano invece già complete le note di accompagnamento a Mothra, primo mostro a essere sbloccato totalmente, per cui rimandiamo alla precedente news. Qui ci limitiamo a integrare le informazioni con i commenti dei responsabili Monarch al graffito che vede la dea falena protagonista:


Serizawa: Un'antica superspecie lepidottera
Chen: Mosura?

 

Mosura, lo sappiamo bene, è la pronuncia giapponese di Mothra.


In generale possiamo notare come il MonsterVerse lavori nel solco della tradizione, con continui omaggi, ma non sia animato da deferenza assoluta al modello, introducendo anzi variazioni interessanti che fanno di questa versione dei kaiju non una trasposizione piatta, quanto una reinvenzione. Una scelta che speriamo possa portare a gradite sorprese, ma che per adesso dimostra la grande vitalità di queste icone.