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24/02/2021, 15.05
OmegaSaurus: AAAAAA MA QUANDO ESCE GODZILLA VS KONG NON JAA FACC
02/02/2021, 16.41
Rodan: A chi/cosa aspetta il suo turno chiedo un po' di pazienza e copriamo tutto
02/02/2021, 16.40
Rodan: Tante tante news in questo periodo, che fatica starci dietro... (puff, pant)
27/01/2021, 21.58
King Ghidorah: Lodi, lodi, lodi agli admin :)
27/01/2021, 16.48
Rodan: Siamo arrivati a 700 news sul sito ;)
24/01/2021, 22.29
ROGORA: Poichè sono stato evocato (con opportuno sacrificio umano), emergo dalle ombre. (in realtà sono capitato casualmente (per discutere del trailer GvK) ma vi ringrazio tantissimo per il pensiero, visto che ieri era pure il mio compleanno. Vi voglio bene, amici cari.
13/01/2021, 11.19
King Ghidorah: Mi associo ad Omega: ROG, ci manchi.
12/01/2021, 12.57
OmegaSaurus: Ma ROGORA ci bazzica più da queste parti? Amico mio, ti evoco
01/01/2021, 21.03
Rodan: Buon anno a tutti!
26/12/2020, 15.17
Anung Un Rama: Auguri a tutti ragazzi. Spero che abbiate passato un buon Natale.
30/04/2020, 23.43
**Mr.DooM**: Lieti che sia stato apprezzato :)
30/04/2020, 13.31
King Ghidorah: Un plauso enorme a Mr. e GNN per questo grande regalo
12/04/2020, 21.23
King Ghidorah: Tanti auguri per questa Pasqua anomala, strana, unica. La speranza è comunque cercare qualcosa di positivo da conservare. Un abbraccio a tutti.
12/04/2020, 12.18
**Mr.DooM**: Auguri a tutti gli utenti :)
12/04/2020, 11.03
Rodan: Auguri di Buona Pasqua, per quanto il periodo sia difficile <3
12/03/2020, 14.59
King Ghidorah: Capisco il tuo punto di vista, Rog, ma non lo condivido pienamente. Nei film di fantascienza e, solo in piccola parte, quelli horror effettivamente ci sono spunti "profetici" che però chiaramente non sono facimente decriptabili dai non amanti del genere. Detto questo però, non creerei contrapposizioni con altro. In generale non amo confondere pere e mele, buone entrambe ma diverse... e te lo dico da non amante dei film di Ozpetek ;)
11/03/2020, 17.20
ROGORA: In relatà non ho nulla contro i film di Ozpetek, Castellitto e compagnia bella. Solo che i temi di cui trattavano (coniugi che si cornificano, mariti che si scoprono gay ecc.) mi sono sempre sembrate cosucce irrileavanti rispetto a temi di respiro globale. Mi sono sforzato per anni per cercare di spiegare che i film di zombi (quelli fatti bene!) non erano stupidaggini fini a sè stesse ma potenti metafore della deriva della nostra società e rappresentazaione (ormai non più allegorica) di rischi pandemici globali legati a scellerate politiche consumistiche. Mò mi tocca ad avere ragione...
11/03/2020, 15.03
OmegaSaurus: la cosa che me rimane molto divertente è che per ANNI tutti quei film a sfondo ambientalista e messaggi correlati venivano perculati per partito preso, e invece adesso c'è poco da prenderli in giro
11/03/2020, 00.07
Rodan: Francamente non c'era bisogno della crisi per disprezzare i film di Ozpetek e Castellitto :p
10/03/2020, 23.18
ROGORA: la situazione contingente mi spinge ad una considerazione fra il serio ed il comico (grottesco). Non so quante volte, nel discutere di cinema con amici e conoscenti, ho percepito lo sdegno dei più verso la cinematografia di fantascienza ed horror, rispetto al cinema 'di impegno' in quanto solo quest'ultimo sembrava rappresentare la realtà. In questi giorni mi sono sorpreso nel guardare telegiornali (quelli col commentatore angosciato e, alle sue spalle, il planisfero che si colora inesorabilmente di rosso mentre il numero dei contagi sale esponenzialmente) che avevo già visto innumerevoli volte nei film. Adesso i vari filmetti alla Ozpetek e alla Castellitto coi loro patetici drammi piccolo-borghesi sono imporovvisamente diventati desueti.
20/02/2020, 14.43
Rodan: Tutto bene, ora siamo di nuovo operativi ;)
20/02/2020, 11.00
MarkZilla: Buondi a tutti.. il sito è stato offline qualche giorno, tutto ok?
07/01/2020, 12.07
King Ghidorah: Buon anno a tutti voi!!!
01/01/2020, 13.11
Rodan: Buon 2020 a tutti ;)
26/11/2019, 10.41
Rodan: Poi la condivido io su FB dal telefono
26/11/2019, 10.40
Rodan: Visto che ci siamo, se qualcuno cortesemente può fare la news sul rinvio di Godzilla vs Kong vince un carico di gianduiotti :D
26/11/2019, 10.39
Rodan: Grazie per gli auguri, io sono sempre a Torino :)
21/11/2019, 14.16
King Ghidorah: Ciao ragazzi, visto che non ci sono novità di rilievo da commentare, vi saluto dallo shoutbox. Chiederei al potente Rodan di aprire al suo rientro un topic sul TFF per darci un'infarinata e consigliarci qualcosa di valido ;)
15/11/2019, 17.47
**Mr.DooM**: Buon TFF (non potrebbe essere altrimenti con Barbara Steele), ci si vede al ritorno. ;-)
15/11/2019, 17.12
Rodan: Causa imminente partenza per il Torino Film Festival sarò assente per un paio di settimane. Fate i bravi :D
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3 {0} Pagine: <123>
Copyright e Peer-To-Peer (se ne parla tanto ultimamente, perchè qui no? ;) ) Opzioni
Rodan
#21 Inviato : giovedì 26 gennaio 2012 0.56.41
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Gruppi: GI fan, Moderatore, Staff GI

Iscritto: 02/12/2009
Messaggi: 5.714
Locazione: Isola dei mostri di Ogasawara
Io come ho scritto sono un po' combattuto, anche a causa di alcune conversazioni che ho avuto con gente molto in gamba, che mi faceva notare alcune cose, ovvero come le forme di condivisione e fansub permettono di dare rilievo a molte cose che altrimenti non circolano.

Però sul caso specifico mi è capitato anche di sentire pareri di gente che scarica normalmente e che non biasima quanto accaduto perché "oggettivamente avevano esagerato".

Quindi la realtà è complessa.

Io sono un po' uno vecchio stampo su queste cose: nell'ultimo anno nella mia città hanno chiuso tutte le videoteche che per me non sono mai state luoghi dove si noleggia il film e basta, ma anche posti dove fare socializzazione (un po' alla Clerks BigGrin ), DVD e Blu-Ray stanno morendo come formati... francamente l'idea di dover fare tutto attraverso condivisione di file mi intristice. Immagino un futuro in cui non usciremo più di casa perché i film me li vedo scaricandoli, ai videogame gioco online, per fare conversazione uso chat e social network... diventeremo iperconnessi con tutto ma da soli in una stanza!

Diciamo che mi piacerebbe una diversificazione del mercato che permettesse a tutte le forme di coesistere. Quindi io libero di andare al cinema e comprare un DVD perché mi piace possedere l'oggetto e poi magari di scaricare la versione sottotitolata (legale) di un film di nicchia che non può permettersi di sostenere il costo della stampa di un DVD.


Una cosa soltanto vorrei, che smettesse l'ipocrisia: i pareri scandalizzati di chi inneggia all'azione punitiva con aria da santarellino da "non dovevate farlo perché in realtà su quei siti era tutto legale e io scaricavo solo oscuri film cecoslovacchi che tanto in italia non vengono distribuiti"... ma per piacere! Si abbia il coraggio di dire "Ok, io scaricavo e non mi compravo i film perché sono un piratozzo e preferisco così e in questo modo mi hanno tolto la fonte". Sarebbe un atteggiamento più onesto.
Watch the Skies!
gigan91
#22 Inviato : giovedì 26 gennaio 2012 14.51.41
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quel che dici è tutto corretto, ma con delle riserve.
Io posso parlare per la parte più centrale delle varie posizioni. Non sono di quelli che scarica sempre tutto, non compra niente e inneggia alla pirateria. Ma non riesco a sopportare quelli che alla parola "scaricare" sembra quasi che tu gli abbia stuprato mamma e figlia. Io scarico, è inevitabile, ma compro ugualmente finanziando ciò che davvero, secondo il mio gusto, merita. E anche perchè se davvero qualcosa mi piace ci tengo ad "averlo" fisicamente. Ora, la questione della legge Rodan non riguarda solo il dowload di materiale pirata. Diamine, su quei siti erano caricati moltissimi file, migliaia, che non erano sotto copyright, è stato un vero e proprio attentato. La questione è ben più grave del Download illegale, qui si cerca di mettere una museruola alla rete. Ci avevano pensato i nostri politici e ci aveva provato anche Sarkozy, ma a quato pare sono stati gli americani a darsi da fare per primi.
L'idea di un internet sorvegliato stile "Grande Fratello" è quasi alla pari con le peggiori ucronie che esistano, e potrebbe accadere.
REstando però nell'area del Download illegale, pongo un semplice quesito. Davvero impedirlo aiuterà il mercato? No. Potete anche criticare questa mia osservazione ma il download illegale pone una flessione minima al mercato generale, e pareggia portando i benefici della diffusione maggiore di cultura. Perchè sì, i film, i libri, anche i giochi e i fumetti sono cultura, e spesso mi sembra che questa sia accessibile solo ai più ricchi (i giochi hanno spesso costi proibitivi, anche quelli con durate limitate, giochi pagati quarant'euro e finiti in una settimana... e io non ho mai piratato giochi, è uno dei pochi generi di mio interesse che non ho mai cessato di ripagare. Ad esclusione di titoli vecchissimi per Nes o GB che ormai non esistono se non a prezzi over50 usati su ebay. Questo è però un discorso a parte, se una cosa non è più in vendita, il download non danneggia commercialmente la casa)
Quest'anno ho visto l'equivalente di 85 film. Metà di essi li ho comprati, visti in tv, o erano prodotti non importati che ho visto subbato. una parte li ho scaricati, ma il punto è che se non li avessi scaricati, non li avrei comprati perchè non mi interessavano a tal punto. Una fetta enorme di pubblico che scarica, se non lo potesse fare, non guarderebbe il film, stop. Non correrebbe a comprare il film in videoteca.
La questione è comunque complessa e varia da individuo a individuo, la legge resta anticostituzionale, dopodiché la questione dipende dalla morale personale.
Rodan
#23 Inviato : giovedì 26 gennaio 2012 17.01.14
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Iscritto: 02/12/2009
Messaggi: 5.714
Locazione: Isola dei mostri di Ogasawara
Guarda, hai ragione nella misura in cui queste azioni hanno alle spalle major la cui condotta non è mai moralmente impeccabile.

Però resto dell'idea che sul principio dobbiamo essere onesti:

Su quei siti erano caricate anche altre cose. Verissimo, ma questa mi sembra molto l'obiezione di chi fa un sacco di chiasso sui forum perché non ci sono i sottotitoli nei DVD perché non riesce a sopportare che i non udenti siano tagliati fuori. Ora, non so se rendo l'idea: non prendiamoci in giro, quei siti erano usati per la STRAGRANDE MAGGIORANZA per caricarci filmati e materiali protetti da copyright e lo ha ammesso anche tanta gente che ne fruiva. Io li ho sempre usati e visti usare soprattutto per quello.

Quindi correggiamo il tiro: che peccato che hanno chiuso quei siti perché ci vedevo la roba a ufo, poi in subordine lamentiamoci perché ci si caricavano anche le foto (ma - ti dico - io uso Rapidshare per caricare le mie foto e passarle agli amici, ma non avendo un abbonamento premium, di default il sito dopo un po' me le cancella e non ho mai sentito nessuno ululare alla luna per questo).


"il download illegale pone una flessione minima al mercato generale". Allora questa è una cosa FALSA e sia scritto una volta per tutte. Il mercato ufficiale è praticamente MORTO, altro che flessioni minime! E' vero quando scrivi che il file sharing ha permesso a tante opere di essere conosciute e in generale di far vedere più film, lo affermavo anche nell'intervento precedente. Noi stessi come forum ne sappiamo qualcosa grazie ai nostri fansub.

Ma sia detto una volta per tutte che la gente ne ha fatto totalmente abuso erodendo fette di mercato ENORMI.

Poi voglio aggiungere un'altra cosa. Si dice sempre che tanto chi scarica non comprerebbe. Non in un rapporto 1:1, nel senso che se uno scarica 100 film in un mese è assolutamente OVVIO che non ne comprerebbe mai altrettanti. Ma magari 10 sì e con piccole fette da 10 si è eroso il mercato.

Naturalmente il discorso ha una doppia implicazione: la persona che scarica e si vede 100 film ha sicuramente una cognizione cinefila più forte. Ecco perché il file sharing ha comunque un suo grande merito, ma il problema delle sue implicazioni ce lo dobbiamo porre ugualmente, va trovata una soluzione al suo uso nell'auspicio che possa convivere con le altre forme di diffusione senza ucciderle.

Quanto alla museruola della rete, anche qui: diamo il giusto peso alle cose. Ci si scandalizza per Megavideo, ma ci sono stati come l'Iran o la Cina che attuano restrizioni su siti di informazione, quella è una forma repressiva grave, non quella che ti impedisce di scaricarti il film aggratis BigGrin
Watch the Skies!
gigan91
#24 Inviato : giovedì 26 gennaio 2012 17.46.12
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Iscritto: 02/12/2009
Messaggi: 2.006
Molte major non hanno condotte impeccabili. Sebbene esistano anche case degne di rispetto (poche ma ce ne sono).
Ma non siamo qui per discutere di Major, è un altro argomento e oltretutto il 50% della mia conoscenza in proposito riguarda case italiane le quali dovrebbero spesso vergognarsi, quindi non so bene la condizione generale estera.
Si, è vero, quei siti erano usati maggiormente per scaricare materiale protetto. (ma qui applicherei una seconda divisione. Fra Materiale protetto disponibile sul mercato e Materiale protetto inaccessibile.) Sulla questione di mercato mi piacerebbe sapere se, eliminando al 100% il download illegale, questo risalirebbe, di quanto, e se tornerebbe ai "vecchi fasti".
Qui l'argomento è variabile, anche a seconda che si parli di film, giochi o libri, media differenti sia per la forma che per la fruibilità.

Citazione:
va trovata una soluzione al suo uso nell'auspicio che possa convivere con le altre forme di diffusione senza ucciderle.

Parole Sante. è Ciò che mi auspico anch'io, ma fra scaricatori incalliti o viceversa crociati dell'antidownload, sarà dura trovare dei compromessi.

Riguardo la museruola, solo perchè in Iran o in Cina (che non sono certo grossi esempi di libertà mediatica, tanto valeva citare la Corea del Nord Sleep ) compiono azioni simili non è il caso di andar loro incontro, anzi...
Riguardo Sopa e Pipa, siamo sui livelli più leggeri di censura. In parte positiva, dal punto di vista attuale dell copyright. Ma resto dubbioso di qualunque legge che cerchi di controllare la rete, non per il download in sè ma perchè da qui all'applicazione di leggi via via più limitative è un soffio. Anche spacciate per leggi buone et giuste. ciò che mi da fastidio è il precedente.
Ricordiamoci che la repressione forzata non funziona mai. Non lo dico perchè di parte, ma sappiamo che è la realtà. Ciò che serve davvero è scendere a patti fra le varie parti, cosa ovviamente che non accadrà mai.
Max
#25 Inviato : venerdì 27 gennaio 2012 17.30.24
Rank: Administration


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Iscritto: 04/12/2009
Messaggi: 1.622
Secondo me hanno fatto bene a chiudere questi siti, anzi doveva essere fatto molto prima.
E' vero, come ha scritto Rodan, le forme di condivisione e fansub permettono di dare rilievo a molte cose che altrimenti non circolerebbero e inoltre diversi studi di settore affermano dell'esistenza di un trend: molte persone che scaricano in maniera illecita sono anche ottimi consumatori di contenuti legali, assidui frequentatori delle sale, legittimi acquirenti di DVD. Però so per certo che quando vado in giro per la mia città, dove prima c'erano piccoli cinema e videoteche, dove ero solito socializzare, incontrarmi con gli amici e trovarne di nuovi, adesso trovo solamente supermercati e sale bingo. E tutti questi piccoli cinema e videoteche hanno cominciato a chiudere con la diffusione delle connessioni adsl, del p2p e dei film in streaming.
Poi se le Major fatturano sempre di più, grazie anche ai multisala, al sovraprezzo del 3d e ai nuovi formati tecnologici, sinceramente me ne frego, perchè qui con questa globalizzazione stiamo diventando degli automi, schiavi delle grandi multinazionali e le piccole realtà territoriali vanno a scomparire sempre di più.
Ma non era meglio prima quando andavi in videoteca, vedevi meno film ma te li gustavi, noleggiavi il film in base ai tuoi gusti e ai consigli degli altri presenti nel negozio. Socializzavi, conoscevi volti nuovi e interagivi con persone vere. Adesso ci propongono i prodotti (film,videogiochi,musica,libri) in streaming, ossia devi consumare, consumare e consumare, senza neanche muoverti dalla tua stanza. E poi spesso il prezzo di un prodotto venduto in streaming ha lo stesso prezzo di uno acquistato/noleggiato in negozio. wallbash

Se continua così tra dieci/venti anni chiuderanno tutte le videoteche,librerie,negozi musicali e fumetterie. Venderanno tutto in formato digitale tramite piattaforme possedute dagli stessi produttori. E gli stessi cinema sono a rischio, prima o poi arriveremo al punto che i film usciranno direttamente online a pagamento o su qualche piattaforma tipo sky.
gigan91
#26 Inviato : venerdì 27 gennaio 2012 22.39.14
Rank: Advanced Member


Gruppi: GI fan

Iscritto: 02/12/2009
Messaggi: 2.006
Citazione:
E poi spesso il prezzo di un prodotto venduto in streaming ha lo stesso prezzo di uno acquistato/noleggiato in negozio.


su questo ci sarebbe da dire che la colpa è appunto delle case. Come quelle italiane, che mettono libri in ebook a tipo 4-5 euro in meno delle copie a 19 euro in libreria. In america migliaia di ebook si vendono a prezzi di 0.99-2.99 che è il giusto range (per opere di narrativa e di lunghezza media) così come moltissimi videogiochi su Steam si trovano a prezzi estremamente convenienti.
Il prezzo alto dipende dai produttori che vogliono lucrarci senza ritegno, altrimenti il risparmio dell'annullamento del supporto, con tanto poi di trasporti, percentuale del commerciante, materiali, fabbricazione è davvero notevole.
gigan91
#27 Inviato : domenica 19 febbraio 2012 6.09.20
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Iscritto: 02/12/2009
Messaggi: 2.006
Dunque.... sono le 4:40 di mattina e io sono qui, a prendere misure per posizionare degli ascensori che lunedi sicuramente dovrò cambiare. il mio esame è ormai alle porte e i tempi di lavoro si sono fatti piuttosto fitti, ma ogni tanto bisogna staccare qualche minuto o mi si fondono i neuroni (più di quanti si stiano fondendo già in questo momento).
Volevo approfittare della chiusura di Library.nu per porre un quesito di carattere più "etico" che commerciale. La mia posizione è nota, e non serve ribadirla ulteriormente. Chiunque bazzichi la rete ormai è a conoscenza della recente ondata di attacchi verso qualsiasi aggregato di prodotti gratuiti, perchè alla fine, megaupload, library, etc. questo sono; eliminandoli non hanno cancellato i file, che prima o poi torneranno sotto nuove forme e siti di raccolta, ma vabbè.
al di là del fatto che su library.nu erano presenti una quantità notevole di libri ormai spogli di copyright, e quindi giustamente di libero dominio,library era pieno anche di libri che in commercio non esistono più, se non a cifre proibitive sotto qualche rivenditore.
Dunque, io bazzicavo di rado il sito, perchè sbocconcello poco la lingua d'Albione, ma man mano che mi sto impratichendo library si rivelava sempre più utile e meraviglioso. Qualche tempo addietro lessi di uno studio fatto sulla narrativa/saggistica in america, il quale, riportava una cifra del 70% riguardante la produzione complessiva di libri che sono senza padrone, o semplicemente non più ristampata e probabilmente introvabile. (io penso che la percentuale sia inferiore, ma non di tanto). Anche in italia, che ha comunque un mercato minore, capita spesso di trovarsi davanti a libri che, dopo una prima stampa, spariscono senza più lasciare traccia. Regola che non vale per i vari Smith, King, Clussler, Kinsella, Grisham e chi per loro, ma questi sono casi particolari, fuori schema. Ora, volendo aggrapparsi al mondo del cartaceo, (dato che parlando di ebook, il problema non si pone, poichè un testo formattato sarebbe disponibile in eterno fino a che una bomba elettromagnetica non frigga tutti i computer della terra) trovo la presa di imposizione degli editori mondiali francamente disgustosa.
Volete censurare ogni sito che offre gratuitamente il nuovo romanzo di PAtricia Cornwell? o l'ultimo ennesimo lavoro di MAnfredi? Mi sta bene, accetto che difendiate i vostri interessi, anche se lo fate in modo sbagliato. Ma mi chiedo, personalmente, perchè diavolo insieme ai libri disponibili bisogna attaccare la quantità esorbitante di opere che, bene o male, non vi fanno guadagnare un tubo dato che NON le vendete?
LEggere dovrebbe essere un diritto di tutti e, al di là del fatto che una copia scaricata non equivale a una copia non venduta, continuano ad attaccare a viso basso senza rendersi conto della realtà dei fatti. Il concetto di fidealizzazione del pubblico ancora fatica a farsi capire da quelle teste di pietra al comando. Una volta per loro era facile, mettevano in vendita quesi 5-6 libri? tu o compravi questi 5 libri, o ti fottevi e non leggevi niente. Stop. Altre alternative non esistevano. Uno dei principali metodi con cui le case (di tutti i generi) hanno una buona possibilità di sopravvivere, è quello di non trattare il cliente come bove consumatore, ma stabilire ocn esso un rapporto maggiormente orizzontale.
Farsi furbi costerebbe un niente. Aprite una piattaforma online, formattate per bene tutti i volumi che avete in dotazione o sotto copyright ma non pubblicate, e vendeteli a prezzi bassi (che tanto, non è che tenerseli in cassaforte frutti chissà quanto di più) forse non sette, forse non cinque, ma su dieci persone, almeno due o tre preferiranno acquistarli legalmente per una sciocchezza, e sarebbero anche grati alla casa per aver reso disponibile qualcosa che cercavano da tempo. Library.nu aveva ottimi manuali, alcuni dei quali troppo costosi o rari anche a cerarli su siti di rivendita.
Adesso, Rodan, (dico a te più che altro perchè sei il mio principale interlocutore in questo topic, ma non mi rivolgo a nessuno in particolareWink ) puoi rispondermi che un lettore che scarica un libro invece di comprarlo non ama davvero la lettura (avrei da ridire ma ok, perchè già il fatto che lo scarichi significa che lo leggerà. il che è sempre un bene ed è senz'altro preferibile a chi compra un liro solo perchè tutte le sue amiche l'hanno letto o ne parlano da settimane a Gusto) ma il fatto di arrogarsi il diritto di scegliere quali opere pubblicare e quali non immettere nel mercato, è un potere che non dovrebbe essere in mano agli editori, anzi, è un potere sbagliato a prescindere, poiché non è diversa da una forma di censura.
Un temo, gli spazi ristretti della carta necessitavano una selezione, nessuna cattiveria. Le librerie e le biblioteche hanno spazi limitati, la carta costa, gli invenduti gravano. Ma ora le cose stanno cambiando, e invece di approfittare del cambiamento per farsi avanti, guardagnare di più e fidealizzare il lettore, ho sempre più l'impressione che la maggior parte delle case editrici desideri l'autofallimento.
(questa analisi si basa sull'attuale mercato della carta stampata, che ha degli ovvii limiti di "spazio" e che quindi esclude, riempiendo gli scaffali sempre dei romanzi più venduti al pubblico, la ristampa di opere che finisono presto nel dimenticatoio. Non haovviamente valore in un ipotetico futuro con gli ebook che se la giocano alla pari con i libri in "carne ed ossa")
(come sempre quando si parla di simili argomenti scrivo commentoni noiosi e lunghi da leggere XD.... meglio che torno a richiudermi su Autocad)
Rodan
#28 Inviato : domenica 19 febbraio 2012 13.12.57
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gigan91 ha scritto:
Adesso, Rodan, (dico a te più che altro perchè sei il mio principale interlocutore in questo topic, ma non mi rivolgo a nessuno in particolareWink ) puoi rispondermi che un lettore che scarica un libro invece di comprarlo non ama davvero la lettura (avrei da ridire ma ok, perchè già il fatto che lo scarichi significa che lo leggerà. il che è sempre un bene ed è senz'altro preferibile a chi compra un liro solo perchè tutte le sue amiche l'hanno letto o ne parlano da settimane a Gusto) ma il fatto di arrogarsi il diritto di scegliere quali opere pubblicare e quali non immettere nel mercato, è un potere che non dovrebbe essere in mano agli editori, anzi, è un potere sbagliato a prescindere, poiché non è diversa da una forma di censura.


No in realtà non dico questo, anche perché su questo argomento mi rendo conto di essere io fuori tempo perché non riesco ad accettare l'idea che si possa preferire leggere un libro su uno strumento tecnologico. Ma non per questioni etiche o perché mi faccia schifo la tecnologia per principio, soltanto perché io sono fisicamente incapace di leggere un libro su uno schermo. Non è una valutazione di merito, è proprio che io non ci riesco, mi manca la capacità. Chiamiamolo limite se vogliamo.

Quindi diciamo che è un binario su cui non riesco a viaggiare, un po' come chi non riesce ad andare in aereo Smile

Però come sempre mi piace fare presente un'altra prospettiva. E' vero, bisogna poter scegliere un libro, però il problema perché si pone? Innanzitutto perché si scrive tanto, ma poi perché ormai i libri si comprano al supermercato o in megastore dove i commessi servono solo a mettere la roba sullo scaffale.

Io molti libri o autori che amo li ho conosciuti frequentando piccole librerie dove si creava quella fidelizzazione cui fai riferimento anche tu e che non trovo nella varie Feltrinelli del caso. C'è un venditore bravo che ti consiglia e appassionati che la frequentano e con cui si può parlare e scambiarsi opinioni.

In subordine in alcune città mi è capitato di trovare dei megastore con un angolo lettura, dove potevi andare e leggerti il libro. Non so se si intendeva che ti portavi il libro da casa o se dovevi leggere i libri di lì dopo averli comprati, ma nel caso potrebbe essere un buon metodo, concedere la possibilità di leggerne una parte prima di comprare.

Ma siamo sicuri che poi il lettore sarebbe onesto e non ne approfitterebbe per leggerlo tutto a scrocco, invocando poi la libertà e la cultura dietro cui ci si nasconde sempre?
Watch the Skies!
gigan91
#29 Inviato : domenica 19 febbraio 2012 16.26.08
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Rodan ha scritto:
No in realtà non dico questo, anche perché su questo argomento mi rendo conto di essere io fuori tempo perché non riesco ad accettare l'idea che si possa preferire leggere un libro su uno strumento tecnologico. Ma non per questioni etiche o perché mi faccia schifo la tecnologia per principio, soltanto perché io sono fisicamente incapace di leggere un libro su uno schermo. Non è una valutazione di merito, è proprio che io non ci riesco, mi manca la capacità. Chiamiamolo limite se vogliamo.


Come sempre, un sano scambio di visioni fa bene a tutti.Smile
Sì, questo problema (se così vogliamo chiamarlo) è comune a molta gente che mi ripete la stessa cosa. Lo comprendo, nonostante la mia opinione, perchè anche io quando gli E-reader erano usciti da poco mi ritrovai scettico sulla loro capacità di simulare perfettamente un libro cartaceo. Non conosco la tua competenza in materia, quindi chiedo se sei a conoscenza del fatto che uno schermo da E-reader non è uno schermo da PC ma un tipo di tecnologia che simula perfettamente un foglio di carta. Non affatica la vista più di quanto faccia una pagina di libro normale (inoltre, potendo regolare contrasto e grandezza dei caratteri, risulta anche più "comodo" per chi ha problemi di vista) e non è dannoso come lo sarebbe fissare per ore una televisione.
(se poi parli di questioni più... istintive o come vogliamo chiamarle, si entra nell'ambito dei gusti e quindi non posso ribattere)

Il discorso dei "vecchi commessi saggi" delle piccole librerie che riescono a fidealizzarti, conoscono il loro lavoro e conoscendo i tuoi gusti ti possono indirizzare, è uno dei cardini su cui anche Godzyfan si è impuntato. Apprezzabile. Purtroppo, non tutte le città posseggono una simile risorsa. Pongo un caso personale, che si sa, dona sempre un tocco di colore agli esempi. io vengo da una paese con tre librerie in croce. una è gestita da un vecchio poco socievole (che poi è lontana, ci sarò stato tre volte) una è una libreria della catena Giunti, e i commessi meglio lasciar perdere va... un altra è una libreria Ubik, forse la migliore, ti ordinano quasi tutto in 3-4 giorni se non ce l'hanno, e i commessi sono simpatici, leggono anche molto, ma non hanno i miei stessi gusti (già che non conoscessero Dick o quando mi chiesero come si scrivesse Mieville da un idea Sleep )
Roma e Milano forse traboccheranno di simili piccole librerie, ma migliaia di paesi non le hanno, se sono così fortunate da averne una. Perchè molti dei miei amici abitano in paesini che non hanno una libreria devono farsi un viaggio fino alla provincia più vicina se vogliono comprare un libro? Senza magari trovare quel che cercano se vogliono qualcosa in più di "Io, Ibra" o "I regni di Nashira" (qui ci si riallaccia al fatto che le librerie hanno uno spazio limitato dato dagli scaffali, e per sopravvivere devono fare scelte, il che è un grosso limite, sia per i lettori che per gli scrittori e sopratutto, per la qualità, da quello che noto sempre più spesso)
E non dimentichiamoci che sono stati proprio i cari editori, non i lettori, a colpire più duramente di tutti sia i lettori, che le librerie che gli editori con la legge Anti-amazon che proclama un tetto massimo di sconti non superiore al 15% se non in casi eccezionali. Cosa che ha provocato anche diverse dimissioni all'interno dell'AIE. Buffo che proprio quando dovrebbero forzarsi maggiormente a farsi amica la clientela, se ne escono con simili trovate che fanno incazzare praticamente tutti, perfino dei loro compagni... mah... geni del marketing. Mi ricordano la figura di un Uroboro, un serpente che si morde di continuo la coda.

L'idea dell'angolo di lettura, così come potrebbero essere degli incontri di amanti di determinati generi, incontri con gli autori etc. sono dei cardini su cui le librerie dovrebbero puntare per sopravvivere al prossimo decennio. non mi dispiacerebbe la trasmutazione delle librerie da mero locale commerciale a locale commerciale/punto di incontro scambio di idee, come un forum ma nel mondo reale. non è così folle come idea, già ora molte librerie hanno delle aree apposta per leggere, stare in pace, anche prendere qualcoa da bere/mangiare. Basterebbe un po' di olio di gomito e un pizzico di culo.

Ultima nota riguardo i furbi. Ahimé Rodan, i furbi ci saranno sempre al mondo, illudersi è inutile. Se non potessero scaricare, prenderebbero in prestito in biblioteca o dagli amici. io posso testimoniare che quasi tutti quelli che conosco (una o due eccezioni si trovano sempre) coniugano felicemente download e acquisto, senza eccedere in nessuno dei due ambiti. prima provano, conoscono nuovi autori (mi sto relegando all'ambito dei libri ora, eslcudendo il resto) entrano in contatto con generi mai provati, e poi premiano. Magari dopo il primo libro scaricato ne comprano un altro paio dello stesso autore. (perchè diciamocelo, un brutto accuisto sopratutto ora che ti buttano dietro libri a 15 e passa euro, è un bel colpo al cuore, sopratutto con chi campa con stipendi da 1000 euro al mese, e spesso rende restii a provare di nuovo uno sconosciuto dato che un secondo sbaglio brucia anche più del primo)
Concludendo. Neanche a me piace che si abusi della libertà di cultura per fare gli scrocconi, ma se devo scegliere preferisco un mondo in cui chiunque può leggere e avere accesso a ogni lettura/manuale/saggio/testo che desidera, anche se portasse a vantaggio di alcuni furbetti piuttosto che uno in cui continuaiamo a perdere cultura (perchè è quello che stava accadendo. Se un libro non me lo stampi, è come non esistesse. quindi un pezzo di cultura è perduto.) o in cui sono gli editori sulla base delle richieste i pubblico a scegliere cosa e in che modo pubblicare.
(come sempre, invoco dei compromessi, ma si sa che di moderati si è sempre a corto Tongue )
Rodan
#30 Inviato : domenica 19 febbraio 2012 16.53.00
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Dunque, nell'ordine:

al momento non ho ancora provato un e-reader, so che presentano queste caratteristiche, al momento dovrei leggere il libro sullo schermo del computer e non ce la faccio. In futuro vedremo, non escludo di approfondire Wink In ogni caso al momento sono un non potenziale scaricante Cool

Discorso piccole librerie: io vivo a Taranto, che è un buco (e non ti fidare dei suoi numeri, un giorno magari ne riparliamo) e simili librerie ci sono. A prescindere da questo però, il nodo della questione è proprio quello: tu dici "siccome vivo in un paese dove non ci sono librerie l'unica è scaricare". Io invece dico: scaricare deve essere solo l'opzione, mentre la presenza di librerie di qualità deve diventare la REGOLA. Se le librerie non ci sono, si creino.

Così come ogni paese sente l'esigenza innata di avere almeno un bar (e - si potrebbe eccepire - il caffè te lo puoi fare tranquillamente a casa), così DEVE sentire l'esigenza di avere dei luoghi di cultura come i cinema e le librerie.

Invece, siccome siamo un paese di mentecatti, propri questi luoghi così importanti sono trattati alla stregua di esercizi unicamente commerciali dove si punta al profitto e a nessuna qualità. Facci caso: i negozi del cibo vengono trattati come se fossero delle chiese, i negozi di libri e film come dei supermercati.

Cioè è tutto il contrario.

Quindi il problema è culturale anche in questo senso, e il problema dei furbi vi rientra.
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gigan91
#31 Inviato : domenica 19 febbraio 2012 17.39.48
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Direi che stiamo per giungere al termine di questa diatriba BigGrin ormai è assoldato che, a parte le piccole differenze, mi sembra, se non mi sbaglio, che siamo d'accordo sui grossi temi. Il che è già motlo visto che eravamo partiti da versanti quasi del tutto opposti.

ti cito un paio di volte:
Citazione:
Così come ogni paese sente l'esigenza innata di avere almeno un bar (e - si potrebbe eccepire - il caffè te lo puoi fare tranquillamente a casa), così DEVE sentire l'esigenza di avere dei luoghi di cultura come i cinema e le librerie.


Parole Sante Rodan, mi trovi perfettamente d'accordo. Ma sappiamo che così non è purtroppo, e, da un certo punto di vista, è più facile montare un negozio online a cui tutti possono rivolgersi che riempire le città con centinaia di librerie di - almeno - piccola\media grandezza. (parlo di negozio, non di sito di download, precisazione fondamentale, attenti)

Citazione:
Invece, siccome siamo un paese di mentecatti, propri questi luoghi così importanti sono trattati alla stregua di esercizi unicamente commerciali dove si punta al profitto e a nessuna qualità. Facci caso: i negozi del cibo vengono trattati come se fossero delle chiese, i negozi di libri e film come dei supermercati.


Qui ti abbraccerei. Lo faccio col pensiero, vale comunque no? mrgreen
Ma il problema è ben più complesso del semplice puntare al profitto. Il profitto è un obiettivo lecito da parte degli editori, che sono in fondo operatori commerciali, e devono guadagnare dal loro lavoro.
Iniziamo col parlare della figura dell'editor che ormai è sepolta, per passare alle traduzioni indecenti che girano, commessi incapaci, vertici delle case editrii che ragionano con mentalità di 60anni fa, (e lo fanno pure male) editori che PRETENDONO di diventare baluardo di qualità, o addirittura giudici di ciò che può essere letto o no, (se ribecco l'intervista la linko) quando, anche fosse lecito, non hanno uno straccio di capacità per permetterselo. Spazio limitato (questo l'ho già detto, ma lo considero importantissimo per comprendere al meglio l'importanza della rivoluzione digitale (quella legale degli ebook, non del download aggratis)) poichè, in una libreria che può contenere solo 5000 libri, significa escluderne unaquantità esorbitante e purtroppo, in certi casi, l'acquisto impulsivo di chi va in libreria senza idea di cosa comprare, è ancora una fetta grossa di mercato, che così facendo elimina dall'equazione decine di migliaia di opere non meno meritevoli di quelle esposte. E mille altri problemi. Vogliamo citare Streghe all'estero di Pratchett? per 3 anni (3 dannazione!) è stata disponibile solo l'edizione Salani a cui, credeteci, sono state tagliate o dimenticate 20 pagine!! 20! da pag.180 a 200 mi pare (ma qui non sono sicuro) senza un perchè e senza che si degnassero di riparare all'errore gravissimo. o parlaimo dei libri di Martin che, da 5, in italia sono diventati oltre una decina! Tutti a prezzo pieno, ovvio.... Traduttori (Altieri coff coff...) che cambiano termini, descrizioni o "stili" di romanzi tradotti perchè, a suo parere "suona meglio" o "fa più fantasy"... O degli Urania, spesso "ridotti" a dovere in modo da rientrare in un determinato numero di pagine. continuiamo con il saggio di Propp sulle fiabe, disponibile fino a qualche anno fa dalla Newton a 4,50, e ora fuori produzione, rimpiazzato da un edizione Einaudi (identica, stesso numero di pagine) a 18 euro! 18! per un libro ormai con oltre un secolo alle spalle e quindi anche legalmente accessibile.
e questi sono esempi di cui io sono stato testimone in prima persona, ne conosco a decine raccontatimi da altri. davanti a un simile squallore, Rodan, come si fa a restare fedeli a un mercato che è ormai corrotto alla radice? considero in questo frangente, l'eccessivo utilizzo del download da parte delle persone anche come una risposta a un editoria che ci tratta come fossimo delle m.... degli imbecilli da mungere fino all'ultima goccia di latte ( mi trattengo, è tanto che non minacci di bannarmi, meglio evitare un ritorno al passatomrgreen )

Dirò che, se davvero questi problemi non esistessero, se il mercato fosse in una condizione di freschezza, apertura, disponibilità, (come DOVREBBE essere. In un universto utopistico) io sarei il primo a condannare il download e a richiedere le teste dei propietari di megaupload su una picca (ok, sto risvegliando il mio lato più "barbaro", per preparami ad affrontare il volumone completo di Conan edito da Newton (5,90 per 1000 pagine di racconti! dannazione! QUESTA, è un offerta che ti fa apprezzare una casa editrice e spinge a comprare senza neanche rifletterci più di tanto))
ma le cose non vanno così, e non solo il mercato dei libri, ma anche quello dei fumetti, e tutti gli altri, con gli anni hanno subito degradazioni, lievi o più gravi. Non ho interesse ad abbattere questi mercati, ne che crollino (anche se mi farebbe piacere, fosse solo perchè dopo anni che ingoio fatti simili a quelli sopracitati, permettetemi di avere un certo astio latente) ma così non si può andare avanti, anche perchè più passa il tempo più la situazione peggiora.
Rodan
#32 Inviato : domenica 19 febbraio 2012 23.47.14
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Però questa china mi pare pericolosa: siccome il mercato è corrotto io scarico e lo faccio morire. Non mi sembra una soluzione vincente, perché se poi il mercato muore ci rimettiamo tutti. E' un po' "muoia Sansone con tutti i filistei". Non è così che si risolve il problema.

Vorrei poi aggiungere una cosa sull e-reader. Come ho scritto non mi sento capace di leggere su uno schermo, ma è una cosa che voglio provare a fare, per un motivo molto semplice: le dimensioni.

Sin da piccolo sono abituato a leggere libri molto lunghi, le tante pagine non mi spaventano, ma sto notando una tendenza a rincorrere questo formato con estrema leggerezza, magari "unendo" più romanzi in un solo "mattone". A leggerlo in poltrona diventa scomodo (infatti da tempo penso che dovrebbero inventare una nuova formula: il libro a fascicoli, ne stacchi un pezzo e te lo leggi, poi passi al successivo, senza doverti tenere in mano un mattone pesante).

L'e-reader potrebbe ovviare a questo problema.

Anche se in realtà va detto che questo formato mattone molto scomodo sta diventando una prassi soprattutto con i fumetti e questa deleteria moda degli Omnibus/Compendium. Si possono leggere anche i fumetti sul reader?
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gigan91
#33 Inviato : lunedì 20 febbraio 2012 0.01.10
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te l'ho detto, io non voglio che il mercato muoia. Lo odio, e non potete biasimarmi, ma non è che mi metterei a ballare sotto l'ufficio generale di Mondadori se succedesse. Il problema è che il mercato (italiano) si sta uccidendo da solo perchè si oppone al cambiamento con tutte le sue forze. Quando il cambiamento arriverà, e arriverà, verranno spazzati via in quanto invece di prepararsi a dovere non avranno fatto altro che opporsi e "rannicchiarsi in un angolo a premeresi le mani sulle orecchie e fare LALALALALALALALA....". non moriranno neanche allora, c'è troppo "grasso" ad attuire il colpo, ma si faranno male. questo è certo.

C'è da dire che il mercato è un sistema che si forma automaticamente. è una nicchia che, se svuotata, tende a riempirsi di nuovo senza necessità di supporti esterni. Già nel mondo degli ebook, si stanno formando piccole realtà editoriali da sole, che un giorno potrebbero comfrontarsi alla pari con le big, se queste si ostinano a remare contro. Nell'ipotesi che le attuali identità editoriali dovessero, ipoteticamente, crollare, ci sarà qualche anno di assestamento, ma poi qualcosa di nuovo ne prenderebbe il posto.
Queste restano comunque discorsi ipotetici dato che non crolleranno. questo è un dato certo. Non i colossi almeno (Mondadori, Einaudi, Newton, Bompiani etc...).

E' affascinante l'idea di un omnibus che si "spezzetta" mi sarebbe stato comodo con i volumoni Newton di Lovecraft e Storie di Vampiri.
Per rispondere alla tua domanda, sì. Un lettore medio ha la grandezza di un paperback, leggermente inferiore, ma in compenso elimina lo "spazio bianco" a bordo pagine dei libri, quindi compensa. Tuttavia, un lettore medio va bene per i manga, perchè di misura adattabile e in B/N. SE, invece, ti servisse un prodotto specifico, esistono dei lettori speciali, a colori, e ad alta definizione, delle dimensioni di una pagina di comics. Sono prodotti comunque specifici. buoni appunto per i fumetti, per volumi di illustrazioni e per manuali tecnici con molte illustrazioni anche dettalgiate, perchè hanno un dettaglio superiore, olre a una dimensioni maggiore e l'ovvia possibilità di zoomare, se serve.
Al momento, se con 100 euro ti porti a casa un lettore normale, questi presentano un costo maggiore, (ovvio) tuttavia tempo un paio di anni ancora ( il tempo di diffondersi) e anche questi si abbasseranno come è accaduto agli E-reader classici.
Tuttavia... ecco mrgreen .... i casi della vita, Roddy. io non ho problemi a leggere un libro su E-reader, ma non mi troverei a mio agio a leggerci un fumetto LOL LOL
godzyfan
#34 Inviato : mercoledì 22 febbraio 2012 20.18.18
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gigan91 ha scritto:

Il discorso dei "vecchi commessi saggi" delle piccole librerie che riescono a fidealizzarti, conoscono il loro lavoro e conoscendo i tuoi gusti ti possono indirizzare, è uno dei cardini su cui anche Godzyfan si è impuntato. Apprezzabile. Purtroppo, non tutte le città posseggono una simile risorsa...


Dato che vengo citato, in relazione a un discorso fatto al di fuori di questo forum (ma non c'è problema Wink ), aggiungo il mio commento. Ho letto tutti gli interventi finora e, non rientrando nel solito discorso pro/anti download, volevo commentare due punti:

1) Come appunto cita Gigan, in un discorso in chat avevo strenuamente difeso le piccole librerie (nel caso specifico, quelle che vendono libri in lingua originale), dato che faticano moltissimo a sopravvivere.
Quella dalla quale mi rifornisco ormai da oltre vent'anni è diventata una specie di bazaar, con gli scaffali pieni di souvenir britannici (tipo tazzine e magneti per frigo), calendari, mappe ecc. più che di libri veri e propri. Se non avesse fatto così, probabilmente avrebbe chiuso da alcuni anni, complice anche il cambio librario (attualmente un dollaro = 1,25 euro Sad) che certo NON aiuta e spinge ad ordinare online (o scaricare).
Però mi conoscono, sanno i miei gusti, mi cercano eventuali libri poco noti o rari e, cosa importantissima, una volta arrivati in negozio me li tengono da parte anche un mese o due, se non posso ritirarli subito per problemi economici! State certi che le grandi catene stile Feltrinelli (la maledetta ha ormai negozi in ogni angolo di strada Mad) non farebbero mai cose simili.
Quindi sostengo con tutto il cuore queste librerie, a volte ordinando da loro ciò che potrei pagare la metà prendendolo online, ma ci tengo a mantenere viva questa parte della città (e della mia vita), dato che tante altre sono già scomparse (vedi quasi tutti i cinema!), e vorrei anche evitare che i commessi si ritrovino senza lavoro dopo 30 anni di onorevole carriera in questo campo!
Però mi rendo conto che tali realtà non esistono ovunque, anche se non è questione di grandezza della città, come fa notare Rodan (ci sono librai o fumettari dedicati e attenti anche in paesi da 10.000 abitanti, ne ho avuto la prova).
E quindi passo al punto successivo...

2) Quando si parla di offrire online (tramite download o vendita su amazon, ebay e simili) testi fuori catalogo e introvabili in altro modo, OVVIAMENTE sono favorevole perché, come dice Gigan, non è giusto che un testo venga dimenticato e scompaia solo perchè non esiste in libreria o nei cataloghi delle case editrici. Se però si parla di scaricare testi disponibili, allora non sono più d'accordo, ed è lo stesso discorso che facevo per i dvd mesi fa.
Sarei invece pronto a sostenere, sempre come suggerisce il nostro caro Gigan (che a volte ha posizioni un tantino troppo estremiste ma riesce comunque ad esporle in modo chiaro, approfondito e intelligente Wink ), un abbassamento dei costi, dato che molti volumi hanno davvero prezzi indecenti, tipo 20 euro per libercoli da 150 pagine!
Lo so, ci sono il costo della carta, la tiratura limitata, le vendite scarse ecc. ... ma se vogliamo salvare il mercato e invogliare a comprare, bisogna anche rischiare fino ad un'eventuale ripresa.

Contrariamente però a quanto ribadisce Gigan, la colpa principale non è di un mercato editoriale corrotto, ottuso o incapace di modernizzarsi ma di una società e un andamento culturale ORRENDI tipici dell'Italia (in altri paesi europei, così come in USA e in Giappone, le cose stanno in maniera ben diversa), alle quali allude anche Rodan.
Ci sono settori ben più marci, vedi la moda o il calcio, che non conoscono crisi, anzi: i negozi di vestiti aumentano come ratti durante il periodo della Peste e i calciatori continuano a prendere miliardi e ad essere venerati come dei!
Quindi la morte delle librerie e dei libri è in parte imputabile ai costi, alle strategie errate ecc, ma soprattutto è l'inevitabile risultato di una società che non valorizza né promuove la lettura (e non entro nel discorso della colpa che hanno le scuole a questo riguardo, altrimenti comincerei ad inveire!!).
Ed è incredibile in un certo senso, pensando alle gloriose case editrici italiane di un tempo e alla cura che esse riponevano nei loro prodotti: ricordo libri sugli animali che avevo da bambino, curati fino all'inverosimile, quasi opere d'arte, quando adesso sugli scaffali trovi spesso roba di infima categoria. Ma l'Italia tutta è degenerata negli ultimi 25 anni circa...

Sono stato prolisso, lo so, ma spero di aver chiarito alcuni punti chiave del discorso.








gigan91
#35 Inviato : giovedì 23 febbraio 2012 15.08.35
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Sono stato prolisso, lo so, ma spero di aver chiarito alcuni punti chiave del discorso.


Sei ancora nella media dei post di questo topic. Quando si parla di argomenti simili, dalle sfaccettature più varie e influenzati da mille diverse opinioni o realtà in cui si vive, se si scrivesse poco si rischierebbe di generalizzare, che è poi il problema peggiore.

Sulla questione dei "librai che consigliano, che ti conoscono etc." come sempre, non posso immischiarmi. Non ne ho mai conosciuti. Senz'alto è un ruolo degno di nota, ma, come un contadino del 500 non sente la mancanza di una mototrebbiatrice, io non avendo mai conosciuto questi librai mi riesce impossibile sentirne la mancanza. Riesco a immaginare cosa possano significare per voi, lavorando di immaginazione e empatia, ma provare lo stesso in prima persona non mi riesce.
Francamente non ne ho mai avuto bisogno, ho quasi sempre scelto da me cosa leggere, ultimamente aiutandomi grazie ad alcuni blog di mio gusto che offrono consigli/recensioni di prodotti meritevoli e inclini ai miei gusti. E che mi hanno portato a conoscenza di centinaia di titoli che prima non avrei mai neanche immaginato, poiché introvabili o non ristampati da anni.

Riguardo sempre il problema dell'offerta, questo resta. Secondo uno studio di qualche anno fa di James Boyle, l'85% di tutta la produzione artistica del mondo non viene diffusa a causa del copyright. E non può esserlo, non col sistema attuale, ma questa è una mia considerazione. Le cose sono estremamente diverse rispetto a vent'anni fa, e ancora di più rispetto a cinquant'anni fa. LA produzione artistica sta aumentando in modo vertiginoso. Alle nuove uscite si affiancano quelle precedenti, che ogni anno aumentano. Se (ipoteticamente parlando) 100 anni fa esistevano 1000 libri, cinquant'anni fa si è arrivati a 4000, ad oggi superiamo con molta probabililtà i 10.000, e dio solo sa fra dieci o vent'anni dove saremo. il costo di tenere tutte queste copie in magazzino sarebbe proibitivo, e anche farlo, non garantirebbe la visibilità necessaria a diffonderle. E a meno che qualcuno non inventi una libreria infinita come quelle che compaiono nel primo MAtrix (quando Morpheus porta Neo in quello spazio bianco Tongue ) la situazione delle librerie è ancora più critica. Ad oggi, il 90% di quello che leggo lo devo ordinare, fino a 4 anni fa mi piaceva girare gli scaffali, oggi non lo faccio più. Non perchè scarichi, ma perchè non trovo mai nulla, o nulla che mi interessi che già non abbia.
Sulla crisi dei mercati della cultura in correlazioni invece all'andamento ancora decente di calcio o moda la cosa mi lascia indifferente. è normale che sia così. Al di là del fatto che i mercati di vestiti tarocchi abbondano, (e che, molte case, intuendo che combattere fosse inutile, hanno invece invertito la rotta e sfruttata questa "pirateria" a vantaggio) è normale che così sia. come non troveranno mai crisi i supermercati. La gente deve vestirsi, deve mangiare, la cultura non è obbligatoria per nessuno, quindi c'è chi è interessato, e chi no. ma non eiste che qualcuno sia interessato a vestirsi e uno no. uguale per quanto riguarda il cibo.
(potete controbattere che costoro scaricano, mentre non puoi scaricare una banana o un poncho, ma qui l'argomento mi costringerebbe a deviare troppo e finirei per scrivere chissà quanto)

La colpa è senz'altro imputabile a tutte le parti, ma io insisto ad inveire contro il mercato. Se entrambi i versanti sono corrotti, prima di scagliarmi contro il pubblico, attacco i distributori. La massa va coltivata, ne più ne meno di come si farebbe con una pianta di fagioli. Libri a prezzi favorevoli, libri curati o almeno accettabili (il 60% della narrativa fantastica pubblicata negli ultimi 3 anni, è...letame, oggettivamente parlando, per non essere volgare.) L'attuale sistema delle case editrici punta al grosso del pubblico, al lettore da "un libro l'anno" un mercato che non indaga sui gusti del pubblico, a cui non interessa ciò che il pubblico vuole, ma si aspetta che il pubblico si plasmi su ciò che loro decidono di offrire. Se loro con i libri devono viverci, spetterebbe a loro muovere i primi passi poiché il lettore non ha obbligo a comprare. Se non quello legale del termine, (e non sono qui a discutere se una cosa è legale o etica perchè sarebbe sterile, e poco realistico) ma per quanto sia giusto, non si può pretendere che tutti seguano quest'obbligo.
Se tu offri una possibilità alternativa a una persona, fra pagare tanto e aspettare, e pagare poco (0.99-3,99 euro) o porprio niente (prodotto privo di copyright o illegale) e avere subito, il 90% scegliereanno il secondo, e non perchè sia no turpi criminali dall'animo nero e con una benda sull'occhio (nera anch'essa, o volendo si può avere a soli 2.99 in colori più glamour).
Si sta cercando di costringere il lettore a smettere di scaricare (tentativo patetico e inutile, ma vabbè, ammetto però che, fastidi a parte, apprezzo il loro sforzo) ma quello che dovrebbero fare è cnvincerlo a comprare. Una differenza enorme.

Rodan
#36 Inviato : venerdì 24 febbraio 2012 12.47.17
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Guarda Gigan, continua a esserci un errore di fondo nel tuo modo di ragionare: non concepisci opinione differente, non nel senso che non rispetti quelle altrui (ci mancherebbe), ma che non sei capace di vedere la questione da un'ottica che sia la tua soggettiva.

Mi spiego: a te delle piccole librerie non interessa nulla, perché è qualcosa che non hai mai vissuto. Se chiudono non è un tuo problema. Quindi questo è un vicolo cieco.

Se ti dico che un autore deve vivere di ciò che produce mi rispondi che non ti interessa perché Tolkien faceva l'insegnante e viveva di quello, scrivere era un hobby. Rispetto per il lavoro? Non è un tuo problema. Altro vicolo cieco.

Ti si pone il problema da un punto di vista culturale e dici che non ti interessa. L'imbarbarimento della società non è un tuo problema. E non si va da nessuna parte anche qua.

Se, infine, si affronta la questione da un mero versante economico spiegandoti che se la gente si prende tutto "aggratis" mancheranno i fondi per produrre, dici che il mercato è cattivo e bisogna punirlo. Quindi che sostanzialmente non è un tuo problema neanche quello e siamo all'ennesimo vicolo cieco.

Cioè il punto è uno: tu vuoi continuare a scaricare perché è l'unico modo che ritieni POSSIBILE. Perché vuoi tutto, subito, senza fatica e senza spendere un centesimo.

A questo punto è ormai chiaro che compromessi non ce ne possono essere. Naturalmente il mio obiettivo non è farti avere la crisi di coscienza che ti porti a dire "mi hai convinto, non scarico più", ma a considerare un quadro più generale.

Cioè io vorrei che riflettessi sulle conseguenze di questo modo di fare, mi dici quale scenario prefiguri per il futuro?
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gigan91
#37 Inviato : venerdì 24 febbraio 2012 13.30.21
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momento,momento,momento,momento,momento. (cit.)

qui è giusto mettere in chiaro come la penso, altrimenti si rischia di fraintendere. A volte è anche necessario essere risoluti per esporre una tesi, ma lasciami ritagliare un attimo per chiarire meglio la mia posizione.
Dunque, sì, le piccole librerie hanno un loro fascino, e d'altronde, che qualcuno perda il suo lavoro è triste a prescindere, sopratutto se c'era affezionato, è solo che non riesco a immaginare come le piccole librerie potranno sopravvivere in futuro. il problema non è che non le ami, ma le considero, con un occhio improntato al futuro, ogni anno che passa meno "funzionali". mi si può contrastare che c'è ben altro, oltre la semplice "funzionalità", e sono d'accordo, ma io tendo, quando ragiono in termini più... "ampii" ad escludere il parere personale e guardare il tutto con un obiettivo più impersonale.
Io adoro le fumetterie, ad esempio, ma se il fumetto online prendesse piede come l'ebook, (e non ho la sicurezza che ciò non accadrà fra un diecni anni o meno) e queste dovessero iniziare a chiudere, io avrei ovviamente due opinioni. Personale: oddio, noo, ma perchè? ma che gusto c'è a leggere un fumetto su schermo?!.
Impersonale: i costi, vantaggi, diffusioni, abbassamenti di prezzi, etc. etc. del fumetto online, (e-comic?) determinano che questi vincerà, la chiusura è una conseguenza inarrestabile del cambio di formato.
Il fatto che posso sembrare un po' chinico è dovuto a questo tipo di visione. Non escludo del tutto la mia opinione, ma quando traccio un quadro generale, questa rischia solo di impicciarmi.

Sull'imbarbarimento... no scusa, ma francamente Roddy non ho ben capito cosa intendi.Blink cioè, la tesi che sto sostenendo è "più cultura accessibile per tutti, per sempre" (semplificato). Quello a cui io miro, al di là dei vari discorsi è l'esatto opposto "dell'imbarbarimento" bensì una maggiore disponibilità di "cultura" per chiunque voglia accedervi.

Ho spiegato che non desidero il download illegale, ma una nuova prospettiva nel vedere le cose. ciò che affermo è che il download al momento è un arma, scorretta, sporca, come ti pare, per "giocare" ad armi pari con le case editrici. Non so quanto tu ne sappia, ma ti assicuro che c'è tanta di quella m***a da seppellirci vivi tutti dentro i vari meccanismi editoriali. Le cose non vanno bene così, voi mi rispondete che la colpa principale è dei compratori, mi sta pure bene, ma io personalmente sono in pace con me stesso. Non si può affermare che io scarico e basta, io compro; spesso anche più di chi compra e basta. dall'inizio dell'anno ho preso più di 7 libri cartacei su 10 letti (e gli altri erano gratuiti, libri scritti da autopubblicati che li mettono a disposizione free) e non conto i 35 presi dall'inizio dell'anno scorso. Io sono l'ultima persona che si può accusare di danneggiare il mercato. Ciò che vedo al momento, in un quadro più ampio è uno stupido gioco di potere fra gli scaricatori e le case editrici.
Mi schiero dalla parte dei primi, ma non perchè li giustifichi, è solo che, per la mia visione delle cose, sono i "meno peggio".
Internet ha cambiato al realtà per com'era. non è possibile negare questo fatto. HA aperto nuove possibilità, nuovi orizzonti, nuove risorse sfruttabili. PRima di internet, le case editrici avevano un potere quasi assoluto (così come altre case) la regola principale era "leggi quello che noi vendiamo, o non leggere affatto." così come "gioca a quello che noi ti offriamo o non giocare proprio", "guarda quel che..." etc. etc.
Mi direte che, sì, c'erano anche allora modi per avere roba illegalmente o senza comprarla. marocchini con le borse piene di cd all'angolo della strada (ancora me li ricordo mrgreen ) libri presi in prestito in biblioteca etc. etc. ma erano metodi ridicoli, se paragonati all'era della diffusione del download libero. Se da un lato ha portato danni (innegabili, chi dice il contrario?) dall'altro ha sollevato il velo di onnipotenza che le case editrici avevano. Un bene? Un male? qui se ne può discutere, anche se di solito, fra le persone che conosco, più queste sono informate dei retroscena, dei dietro le quinte, dei sistemi di distribuzione in generale e più propendono per la prima.
soffermandoci sui libri (più facile che affrontare tutti i generi insieme, poiché ognuno ha fruibilità diversa) possiamo dividere tre gruppi. Cartaceo, Ebook e download illegale. E non mi si dica che l'ebook rovinerà i libri ed è al pari del download illegale, please, perchè ci sono centinaia e più autori (autori, gente che con questo lavoro spera di camparci o almeno tirarci su quale gruzzolo) che sarebbero pronti a contraddirvi. L'ebook fa guadagnare di più, e mettendo insieme Statistiche di vendita dei siti online, dati forniti dagli stessi autori sui loro guadagni etc., è una realtà ovvia. (poi mi si può contrastare che codesti autori mentono, ma mi si deve spiegare quale sarebbe la motivazione che spinge a farlo).
Fra questi tre, io punto tutto sull'ebook, quello legale a prezzi bassi che stimolatno l'acquisto istintivo. (non ho forse detto che, se si mettessero disponibili, a prezzi ONESTI e dico onesti davvero, non onesti secondo gli editori nostrani, libri non più stampati, non mi sarei arrabbiato per niente pe la chiusura di Library, che fra le sue risorse aveva in larga parte titoli scomparsi)
Il cambiamento in america è già in corso, e sta portando ottimi risultati, donando al settore nuova linfa vitale. Quel che serve ora, è una "scossa" molto forte, sopratutto in terra nostrana, e che, per forza di cose, sarà un evento violento. Ora, io VORREI (vorrei, ma so che non accadrà) che accadesse tramite l'ebook, le nuove case editrici online, gli autopubblicati, etc. e non con il download illegale. Ma so che probabilmente sarà il secondo a condurci ad essa. Le case editrici attuali (nostrane) continuano a porsi contro l'ebook, affermando di essere loro gli unici a poter assicurare la qualità (cosa che, chiunque abbia messo piede in una libreria negli ultimi 10 anni, può negare) e a doversi arrogare il diritto di scegliere cosa debba essere pubblicata, gettando fango sulle pubblicazioni online e insistendo che questo "porterà alla morte dei libri" o "non durerà più di qualche anno". Questo atteggiamento le porterà al suidicio da sole, non serve che noi si faccia altro.
Non sono un estremista violento Smile altrimenti ora non sarei qui a discuterne con voi ma lancerei molotov contro gli uffici della mondadori mrgreen
il problema è che, nel mezzo del casino che c'è ora, viene spontaneo tracciare una linea netta per segnare le proprie idee.
L'importante è chiarirsiWink
gigan91
#38 Inviato : venerdì 24 febbraio 2012 18.36.02
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Non mi dovrei impelagare in discussioni simili sotto esame, mannaggia a me.mrgreen

Dunque, partiamo dalle basi. Rodan mi ha chiesto quale scenario mi prefiguro per il futuro, e il discorso diventa complesso. Bisogna fare uno sforzo di immaginazione, per chi è del tutto estraneo ai nuovi cambiamenti di mercato. Innanzitutto, l'e-book si ritaglierà una porzione di mercato sempre maggiore, in accordo con la sempre maggiore diffusione di lettori E-reader e delle politiche di mercato competitive. I fan della carta non inorridiscano. L'ebook non porterà alla sparizione del libro stampato, il quale sopravviverà probabilmente come oggetto da collezione, se non stampato in qualche migliaiai di copie almeno attraverso siti da cui si può ordinare un libro che viene stampato a richiesta (Lulu, for example, anche se di qualità migliore). D'altronde anche io sebbene stia diventando sempre più un lettore di e-book mi piacerebbe anche avere i libri di Pratchett, della Wynne Jones, di Swanwick etc. in cartaceo.
Tolto il cartaceo dall'equazione, rimane per molti il dubbio "ma con l'e-book il download illegale schizzerà alle stelle!" falso. il download illegale è già alle stelle signori, quasi qualsiasi libro in commercio è disponibile in copia online, che ne sia disponibile un ebook oppure no. Da questo putno di vista, le percentuali non varieranno poichè la percentuale attuale di download illegali è già al suo tetto massimo, se non molto vicina ad esso. Analizziamo invece un altro fatto.
Iniziamo con i consumatori. So che qui si ha una pessima opinione dei compratori in generale, accusati di distruggere il mercato scaricando come smanettati. Da una parte, non tutto si può comprare. Ci sono migliaia di persone che campano con mille euro al mese, totli soldi dell'affitto, del cibo, delle tasse, etc. etc. dall'altra c'è chi considera, anche potendo permetterselo, folle spendere 15 euro per librucoli di 100 pagine stampati storti, o 30 euro per libri appena usciti. Dall'altra ci sono gli impenitenti, e qui non possiamo far niente, scaricano oggi come scaricheranno fra vent'anni. Ma una delle principali innovazioni del futuro sarà quella del prezzo basso. In america il prezzo degli ebook varia dai 0.99 ai 5.99, a seconda dela lunghezza, del genere di testo o se è presente o no il copyright. Il prezzo basso stimola la vendita. è un fatto commercialmente riprovato, primi volumi di fumetti a prezzi dimezzati, sconti del 30%, etc. etc. tutto ciò aumenta in percentuale le vendite, ed è ciò che accadrà quando, con 10 euro, si potranno comprare 3-4 libri, invece di quasi-uno. Bisogna anche tenere presente, che le persone hanno un limite di denaro che possono spendere per i loro hobby. Se uno solitamente compra due libri al mese da 10 euro, ne potrà comprare solo uno se costasse 20, e uno ogni due mesi se costasse 40. LE persone non si affamano per un hobby, è utopico (e anche folle, ma io sono un amante della buona cucina Tongue ) Libri a prezzi minori consentono di raggiungere più folla possibile, e quanto meno costano, quanto più si vende. Se si scende sotto una certa soglia, scatta anche "l'acquisto istintivo". Se una persona prima di prendere un libro a 10 euro ci ragiona su un paio di giorni, potrebbe addirittura comprare 15 libri a 0.99 (spendendo quindi di più) senza pensarci due volte.
Come ho già spiegato, sempre più sono gli autori che hanno iniziato a vendersi in ebook, da soli o tramite la propria casa editrice, e finora non ho sentito di nessuno che si sia lamentato. pongo un caso di nome noto. Neil Gaiman. L'autore in questione ha compiuto un esperimento in cui ha reso disponibili subito gli ottimi risultati. Dopo aver fatto scegliere ai suoi lettori quale, tra i suoi libri, pubblicare online, ha riscontrato che le sue vendite in libreria sono aumentate da quando è stato possibile sfogliare e leggere il testo di American Gods su internet.
Non basta? Forse un caso. Ok
KOnrath forse non sarà un nome conosciuto quanto Gaiman, in effetti come autore cartaceo, nonostante avesse pubblicato più di una decina di libri guadagnava circa 200-300 euro al mese. è stato uno dei primi a pubblicare i suoi testi, da solo, in ebook a 0.99, 1.99 sul suo sito. risultati? a tre mesi dall'inizio dell'esperimento, è passato a guadagnare 200 euro al mese, a oltre 4000. Ad oggi mi pare guadagni anche di più.
Casi? Forse. Ci sono altri autori che hanno ricevuto aumenti di guadagno notevole da quando si sono smerciati online. Dirne altri sarebbe ripetitivo. Ma questo cosa ci dice?
1: Gli e-book vendono.
2: Il guadagno su un e-book è di poco superiore a quello su un libro cartaceo. Questo significa che la vendita dei libri è aumentata e sempre più persone si sono procurate i libri in questione, mentre prima probabilmente non l'avrebbero comprato. (altro che imbarbarimentoRollEyes )

Rodan, tu eri preoccupato per gli autori, che facessero la fame. è un dubbio comune ai primi che si approcciano a questa realtà. è un timore comprensibile, ma spero tu abbia capito che la questione è ben diversa, gli autori con un pizzico di sale in zucca si sono già buttati sul digitale come avvoltoi. Laugh

l'e-book non porrà fine al problema del download illegale, ma, sebbene qui non abbiamo dati in qeustione e si può solo dare un opinione, tenderà a levigare il problema. Fra un libro a 5 euro, e, a parità di qualità e pagine, uno a 20, quale verrà più facilmente scaricato in modo illegale? non è sempre valido, ma può rendere l'idea del concetto che i prezzi bassi e la disponibilità eterna saranno un "avversario" ben più complesso per la pirateria di quanto non sia ora il cartaceo.

Mi fermo su altri due punti, e poi stop perchè sto scrivendo molto, e devo terminare il progetto Sleep .

la disponibilità. Ho già spiegato che lo spazio fisico delle librerie è limitato, e questo porta a giochi di potere fra le case editrici per accaparrarsi quanto più spazio possibile, il sistema dei bestseller in bella mostra, etc. etc. Concentrerò questo argomento su tre tesi, ognuna conseguenziale alla precedente.
Tesi numero uno: Un negozio online può avere miliardi di titoli sempre disponibili, niente più libri che dopo un anno scompaiono per finire nel dimenticatoio. Qualunque titolo si cerchi, lo si troverà sempre.
Tesi numero due: Se non c'è limite di spazio, non c'è più lotta per guadagnare il proprio ritaglio sugli scaffali. Le librerie puntano al grosso del pubblico, promuovendo sempre le nuove opere, indipendentemnte dalla qualità, spesso libri scadenti, o indegni, ma che vendono perchè hanno un forte marketing alle spalle. Il pubblico viene così forzato all'acquisto di ciò che trova, senza poter mettere le mani su titoli che invece possono far maturare il suo gusto personale. Questo porta ad un nuovo vantaggio anche per le nicchie. Poniamo che a voi piaccia un genere particolare, un giallo fantascientifico con elementi pulp. un titolo simile non avrebbe mai trovato posto prima d'oggi, in una libreria, ma con uno spazio illimitato qualsiasi titolo di qualsivoglia genere avrà uguali chance di essere acquistato.
TEsi Numero Tre: torniamo a parlare degli autori dilettanti. il 90% di questo produce un libro che, vuoi per scarsa pubblicità, vuoi per scarse vendite, vuoi per distribuzione obrobriosa, vuoi perché il pubblico al momento è interessato solo ai vampiri glamour e non vuole saperne di polipi alieni che dominano le menti, il romanzo resta invenduto (ma magari fa pure schifo, ovvio, ora poniamo però il fatto che, come primo lavoro, sia decente). Cosa accade?
l'autore finisce fuori dal gioco in pochi mesi, probabilmente non gli pubblicheranno mai più niente, su 2000 invenduti, 1980 finiranno al macero, e qui finisce la sua carriera.
Cosa accade con l'ebook? il libri non vende? pazienza. Resta lì, in attesa, magari ogni mese 3-4 persone lo scaricano, fino a che, dopo 3-4 anni, c'è il boom dei polipi spaziali, il romanzo vende 10000 copie, e bum l'autore diventa famoso. l'ebook fornisce una possibilità concreta all'autore aspirante, possibilità che prima di oggi, a meno di essere un "caso letterario" o spinto da una casa influente, non poteva neanche sognare di avere.

Ultimo punto e poi torno al lavoro.
Case editrici.
C'è chi le odia e chi.... qualcuno le ama?
Non farò una sterile polemica sul livello attuale degli editori, non serve. Sappiamo come funziona ormai, hanno perso da anni la loro capacità di essere economisti. Non rischiano più, prefernedo pubblicare mille romanzi uguali sulla moda del momento, senza preocuparsi di curare la qualità. Il lavoro dell'editor ad oggi è scomparso, e le case che ancora lo praticano si limitano ad un mero correggere gli errori ortografici (cosa che un programma pc può fare allo stesso modo) inserendo in posti simili gente del tutto inqualificata per un lavoro simile. Se il loro lavoro dovrebbe essere nutrire il mercato, ormai pensano solo a come sfruttarlo. Questo perchè? il motivo è facile da capire. Oltre ai modi di pensare di 50anni orsono che adottano, pensano ancora di essere un monopolio. E il monopolio è una delle condizioni peggiori che esistano. Ho già spiegato come il loro pensiero sia "o leggi quello che pubblichiamo noi, o puoi anche andartene."
Pensiero che oggi non vale più, erch oggi c'è un alternativa. E questo li spaventa. BAsta leggere le loro dichiarazioni per capirlo, è gente che non è più capace di sopravvivere in un mercato competitivo, e quindi cerca di preservare lo status quo, poichè sa bene che non può vivere in altro modo. In futuro, un futuro in cui ciascuno potrà pubblicarsi, le case editrici come unico modo di sopravvivere dovranno offrire DAVVERO, qualcosa. AD esempio alta qualità, così che tu sappia che, quando compri un romanzo di "NeoCompton4000" stai mettendo le mani su un testo che, nella peggiore delle ipotesi, è comunque scritto in buono stile, con una storia simpatica, priva di difetti e buchi logici. Il futuro di queste case sarà quello di offrire, allo scrittore, un servizio. I ruoli che sopravvivranno dell'editoria, nel futuro, saranno 4
Pubblicitario: colui che ha il compito di far parlare dell'opera e renderla nota agli occhi dei più, vuoi tramite pubblicità, presentazioni di altri autori noti, social network o altro (ma ovviamente in modo intelligente, non come i troll che si iscrivono ai siti/forum solo per pubblicizzare il loro romanzetto scadente)
Grafico: Colui che si occupa della copertina e delle eventuali illustrazioni.
Editor: coslui che si occupa della qualità del testo e che caccia eventuali errori
Programmatore: colui che si occupa di formattare il file nei vari formati di vendita. (cosa che però chiunque può imparare a fare bene in 2-3 giorni.
(aggiungiamo anche traduttore, sebbene, "di base" non serva"
Una casa editrice può quindi fungere da incontro fra gente con le capacità sopracitate, offrire quindi supporto allo scrittore, senza tralasciare però la qualità che resterà il punto focale di tutto.
Come ho già spiegato, in un mondo in cui non sei obbligato a comprare un determinato libro perchè nelle librerie trovi solo quello (e non intendo che lo si scarichi, ma che se ne compri un altro) ciò che davvero governerà l'influezna degli acquisti, sarà ciò che una casa potrà offrire.

Ci sarebbe altro, ma ho molto da fare. Vorrei chiarire. come ultimo punto, che i cambiamenti sopracitati, sopratutto l'ultimo, non sono certi al 100%. l'ebook da solo non garantisce che tutto ciò che ho scritto accadrà davvero. ma l'ebook è la condizione base affinchè questo avvenga, condizione che non poteva esistere con il cartaceo.
SIamo di fronte a una rivoluzione che non accadeva dai tempi della nascita della stampa a caratteri mobili, così come allora, in questi anni il concetto di libro sta venendo rivalutato fin nelle basi. può non piacere, lecito, ma avrà ripercussioni enormi su tutto il mercato (e le sta già avendo).
Se qualcuno (immagino Rodanmrgreen ) ha domande, non ha ben chiaro qualche punto di ciò hce ho spiegato, o ha dubbi, dite pure.
Rodan
#39 Inviato : venerdì 24 febbraio 2012 19.48.46
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Locazione: Isola dei mostri di Ogasawara
Ti ringrazio per questa analisi, è più o meno lo scenario che prefiguro anch'io e voglio fare presenti degli aspetti che nell'ottimismo generale mi sembra sia importante tenere presente.

1) l'e-book non poterà alla scomparsa del cartaceo, ma porterà il libro di carta a essere una reliquia a tiratura limita e appannaggio di pochi autori mainstream. Dunque un oggetto COSTOSO, appannaggio di pochi facoltosi e il cui valore sarà eminentemente collezionistico.

Insomma non sarà possibile scegliere fra ebook e libro, saremo tutti giocoforza costretti a buttarci sul primo a scapito del secondo.

2) scompariranno le librerie intese come luoghi di vendita, tutto sarà fatto online, con il risultato di un impoverimento delle città (intese come comunità) a tutto vantaggio delle singole case. La lettura non avrà più una ricaduta sociale, ma sarà un fatto personale.

Queste non vogliono essere obiezioni da vecchio bacucco che non accetta il progresso (lo spunto sul guadagno degli autori ad esempio è interessante), ma aspetti che facciano capire come questa deriva di fatto è un'imposizione e che avrà i suoi effetti anche poco allettanti.

Poi, chi si accontenta di spendere poco e di avere hard disk strapieni di roba sarà felice, ma quella è un'altra cosa.
Watch the Skies!
godzyfan
#40 Inviato : sabato 25 febbraio 2012 17.23.38
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Iscritto: 03/12/2009
Messaggi: 608
gigan91 ha scritto:

Ci sono migliaia di persone che campano con mille euro al mese, totli soldi dell'affitto, del cibo, delle tasse, etc. etc. dall'altra c'è chi considera, anche potendo permetterselo, folle spendere 15 euro per librucoli di 100 pagine stampati storti, o 30 euro per libri appena usciti.
Dall'altra ci sono gli impenitenti, e qui non possiamo far niente, scaricano oggi come scaricheranno fra vent'anni. Ma una delle principali innovazioni del futuro sarà quella del prezzo basso. In america il prezzo degli ebook varia dai 0.99 ai 5.99, a seconda dela lunghezza, del genere di testo o se è presente o no il copyright. Il prezzo basso stimola la vendita. è un fatto commercialmente riprovato, primi volumi di fumetti a prezzi dimezzati, sconti del 30%, etc. etc. tutto ciò aumenta in percentuale le vendite, ed è ciò che accadrà quando, con 10 euro, si potranno comprare 3-4 libri, invece di quasi-uno. Bisogna anche tenere presente, che le persone hanno un limite di denaro che possono spendere per i loro hobby. Se uno solitamente compra due libri al mese da 10 euro, ne potrà comprare solo uno se costasse 20, e uno ogni due mesi se costasse 40.
LE persone non si affamano per un hobby, è utopico (e anche folle, ma io sono un amante della buona cucina Tongue )



Mi riaffaccio su questo topic per due veloci commenti, avendo letto interamente i vostri lunghissimi interventi (poveri occhi miei, altro che e-book...) che sono interessanti ma anche un po' "a circolo chiuso" ormai.

Come ho segnato in neretto, e l'avevo anche detto nel mio post precedente, concordo sul fatto che molti volumi attualmente abbiano prezzi folli per le loro misere dimensioni, ma torniamo sempre sul discorso "pochi comprano i libri, quindi costano di più". E' una regola di mercato eterna, quando una cosa la comprano in massa costa meno...
Poi c'è anche chi si specula su, ma questo è un altro discorso.

Sul secondo punto che ho sottolineato sopra, non sono affatto d'accordo. Ci sono persone che per le loro passioni fanno la fame eccome, e Gigan ne sa qualcosa grazie alle nostre chat...
Io sono capace di mangiare panini per una settimana per comprare libri o dvd a cui tengo davvero e che al momento esulano dalle mie finanze: si toglie da una parte per mettere nell'altra.
Sarò forse un caso "estremo" (non penso di essere l'unico), ma almeno non lo faccio per comprarmi l'ennesimo inutile abito firmato o andare al pub tutte le sere, spendendo una cifra in bevande.
E secondo me anche qui c'è una differenza culturale...


PS Uso una citazione che mi viene in mente quando leggo di questi "irrefrenabili e inevitabili" cambiamenti sociali, tecnologici ecc. e ben riassume la situazione:

"Let us redefine progress to mean that just because we can do a thing, it does not necessarily mean we must do that thing."
(Trad per i più pigri, eheh: Dobbiamo ridefinire il progresso in modo che, solo perché possiamo fare qualcosa, non significhi necessariamente che dobbiamo farla")



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