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ULTIME NEWS

Godzilla vs Kong: slitta l’uscita nelle sale!


 
  Warner Bros. e Legendary Pictures rendono noto, attraverso variety, che il quarto capitolo del MonsterVerse è stato posticipato al 20 novembre 2020.



Il tanto atteso crossover subisce, dunque, l’ennesimo spostamento di data. Inizialmente programmato il 29 maggio 2019, era stato anticipato una prima volta al 22 maggio e, successivamente, al 13 marzo.
Il ritardo era in realtà nell’aria, dal momento che a quattro mesi dal debutto non era stato ancora diffuso neanche un teaser trailer.
A suggerire il possibile rinvio della distribuzione di Godzilla vs Kong era stato lo scorso giugno il presidente della Warner Toby Emmerich che aveva testualmente dichiarato in una intervista riportata da deadline che il film avrebbe potuto avere “una release posticipata, in modo da consegnare ai fan un film A+”.

Le aspettative tra i fan del franchise sono infatti altissime e questi otto mesi aggiuntivi che saranno dedicati alla post-produzione avranno proprio lo scopo di offrire al pubblico uno spettacolo di prim'ordine.
Fiduciosi che l'attesa sarà ben ripagata, continueremo a tenervi aggiornati sui futuri sviluppi.

 

Nuovo saggio su Godzilla da Odoya


 
  

Un periodo davvero ricco di uscite librarie, questo, per gli appassionati del fantastico giapponese. Dopo il saggio sui Tokusatsu di Massimo Nicora, è infatti in arrivo nelle librerie un nuovo volume, stavolta dedicato al protagonista assoluto del genere: Godzilla e altri kaiju, di Jason Barr.

Il libro è la traduzione del saggio americano The Kaiju Film. A Critical Study of Cinema’s biggest Monsters, uscito per i tipi di McFarland publishing house. A curare l'edizione italiana, tradotta da Annarita Guarnieri, è Odoya, editore specializzato nella mappatura a tutto campo del cinema, come dimostra la sua prolifica collana delle “guide” sui vari generi.


Il libro sarà disponibile dal prossimo 28 Novembre, qui sopra potete vedere la cover, seguono invece le note rilasciate dall'ufficio stampa:

1998, 2004, 2014 e 2019 ecco gli anni in cui Godzilla è apparso in nuova veste sul grande schermo. Ma sono decine e decine le volte in cui da quel 1954 in cui venne rilasciato per la prima volta al cinema il mostro nucleare più famoso ha appassionato gli spettatori. Si aggiungano gli “altri kaiju” che dal 1933 con King Kong fino a Pacific Rim di Guillermo del Toro (2013, forse il primo momento di notorietà globale del termine) e oltre hanno rimpolpato le fila di un genere cinematografico a sé stante, che merita oggi una trattazione informata e appassionante.

Il libro di Jason Barr Godzilla e altri kaiju spiega però che non sono solo “mostroni” o meglio letteralmente “bestie strane” di epiche proporzioni. La filmografia loro dedicata esonda i limiti dei film catastrofici e di fantascienza, portando sul grande (e piccolo) schermo un florilegio di tematiche e pellicole di culto tali da costituire un nuovo ambito di studio per la pop culture.

Così il re dei kaiju, Godzilla, non solo è passato dai pupazzi di gommapiuma alla più moderna CGI, ma è anche stato portatore di molte simbologie. Godzilla nasce come monito all’utilizzo della bomba nucleare a pochi anni da Hiroshima e Nagasaki e spesso è portatore di istanze antimilitariste. Il suo risveglio sovente è simbolo dello sbilanciamento dell’equilibrio uomo-natura (molte e antiche le pellicole ecologiste) e dei rapporti di forza tra nazioni.

Nel film di Gareth Edwards del 2014 lo spirito del primo film (1954) è presente e vivo, basti pensare che, ci fa notare Barr, la struttura ritmica rispettata in entrambi i casi è quella del teatro tradizionale Nō, in tre atti: Jo, Ha e Kyu in cui il combattimento si ha solo alla fine (cosa per cui Edwards è stato criticato).

Altro lascito della cultura tradizionale giapponese è quello della variopinta teratologia shintoista: innegabile che alcuni kaiju siano delle rivisitazioni degli yokai. Inoltre, in una società con un potente culto degli antenati non poteva mancare la tematica del rispetto della tradizione e della memoria che ritorna più volte sullo schermo come in Daimajin (1966).

Altro paio di maniche è quello che gli spettatori occidentali si aspettano: da più parti la richiesta è quella di grossi mostri che combattano sullo schermo. Ma anche in questo i film di kaiju sono impareggiabili: da Gamera a King Gidorah, dal Kraken a Zigra, da Mothra a Kiryu (uno dei Godzilla robot), da Hedorah a Rodan in molte pellicole i kaiju si scontrano in modo spettacolare.
Se pensiamo che Ishirō Honda, che fu il regista del primo Godzilla e di molti altri film a tema kaiju è stato l’assistente di Akira Kurosawa in tutte le pellicole più importanti capiamo come questo tipo di filmografia popolare sia matura per una riscoperta e una sistematizzazione: questo imperdibile volume, uno dei primi sull’argomento, nasce per questo.

 

Jason Barr è professore associato al Blue Ridge Community College, Virginia, dove insegna letteratura inglese. Il suo lavoro è apparso su African American Review, Explicator, The Journal of Continuing Higher Education e The Journal of Caribbean Literatures. Nel suo tempo libero studia la cultura pop, in particolare come la politica e le questioni contemporanee si riflettano sul cinema. Ha pubblicato diversi libri, tra cui The Language of Doctor Who: From Shakespeare to Alien Tongues.


Concludiamo informando che il volume si preannuncia abbastanza corposo (352 pagine), per un costo di 22 euro. Naturalmente ci torneremo su prossimamente, in sede di recensione.


 

Saldapress riscopre il Godzilla a fumetti!


 
  

L'attuale revival di Godzilla, che naturalmente interessa anche l'Italia, mancava ancora di un tassello comunque importante nella mitologia del sauro atomico: i fumetti.

Le pubblicazioni sul tema, nel corso dei decenni, sono state molte (le più note, fra le ultime, sono quelle collegate ai film del MonsterVerse), ma quasi nulle in Italia. Ora finalmente arriva un segnale molto importante!

Con un post su Facebook, infatti, l'editore Saldapress ha annunciato la pubblicazione, nel 2020, della miniserie Godzilla: The Half-Century War!

Composta da cinque uscite, pubblicate da IDW Publishing fra il 2012 e il 2013, la miniserie è scritta e disegnata da James Stokoe e si snoda lungo un arco di tempo pluridecennale, dal 1954 (ovviamente) al 2002, raccontando la lunga battaglia del tenente giapponese Ota Murakami contro Godzilla!

Saldapress non ha ovviamente fornito ulteriori dettagli su tempi e modi di pubblicazione, che saranno annunciati in futuro.

Il fatto che a interessarsi a Godzilla sia proprio quest'editore è comunque un dato molto incoraggiante, poiché il suo catalogo è già orientato alla pubblicazione di fumetti legati a celebri saghe cinematografiche, come Alien e RoboCop. Ci sono dunque gli estremi per sperare che l'esperimento non sarà estemporaneo, ma, in caso di successo, porterà a ulteriori pubblicazioni legate a Godzilla.

Come sempre, seguiremo l'evolversi degli eventi.


 

Il saggio Tokusatsu disponibile da oggi


 
  

Dopo gli annunci di un mese fa, è finalmente pronto il libro Tokusatsu. I telefilm giapponesi con effetti speciali dalle origini agli anni Ottanta, scritto da Massimo Nicora. Presentato in anteprima alla recentissima fiera di Lucca Comics & Games, il volume è da oggi disponibile all'acquisto sul sito dell'Editrice La Torre, cui seguiranno poi le librerie fisiche e gli store on-line.



Per l'occasione, Nicora ha pubblicato su FB una lunga presentazione, corredata dalle pagine con l'indice completo del volume, che riportiamo di seguito anche qui:

 

Chi è appassionato di manga, anime e film di mostri (i cosiddetti kaijū eiga) ha a disposizione un numero considerevole di pubblicazioni tra cui scegliere. C’è però un altro settore, non ancora adeguatamente considerato e studiato, che ha un’importanza altrettanto fondamentale. Sono i tokusatsu, i telefilm nipponici con effetti speciali di cui qualche esempio è arrivato anche in Italia durante i primi anni Ottanta.

Si è trattato però solo della punta dell’iceberg di un fenomeno molto più ricco, articolato e complesso che meritava di essere approfondito.

Il termine, che deriva dalla fusione delle parole tokushū (特殊) e satsuei (撮影) ossia “effetti speciali”, viene utilizzato per indicare un genere di serie televisive, spesso di argomento fantascientifico, in cui viene fatto abbondante uso di particolari espedienti cinematografici.

L’origine di queste produzioni risale ai primi esempi del teatro giapponese tradizionale, in particolare al kabuki e al bunraku. Dal primo questi telefilm hanno tratto ispirazione principalmente per le scene d’azione e di combattimento; dal secondo, invece, hanno mutuato tutta una serie di soluzioni tecniche artigianali che poi, ulteriormente sviluppate e raffinate, hanno dato origine a quel particolare mix in cui costumi sgargianti si sposano con esplosioni pirotecniche e modellini in scala di città, navi, aerei e mostri di vario genere.

Analizzare la storia di questo tipo di produzioni significa intraprendere un lungo viaggio che inizia negli anni Cinquanta, con i primi supereroi mascherati emuli di Superman e Batman, per poi attraversare gli anni Sessanta, con la consacrazione di Eiji Tsuburaya a cui si deve la creazione di una lunga serie di personaggi che sono entrati nella storia del cinema e della televisione giapponese, Ultraman su tutti.

Fino ad arrivare agli anni Settanta, che rappresentano l’apogeo del tokusatsu in una continua sfida tra supereroi, eroi mascherati, robot, cyborg ed epopee fantastiche che si sono affrontati sulle varie reti televisive per vincere la guerra degli ascolti.

Un mondo di personaggi ricco e caleidoscopico che nell’Italia degli anni Ottanta ha trovato terreno fertile sulle tante televisioni private che hanno trasmesso serie entrate ha far parte dell’immaginario collettivo di un’intera generazione (la cosiddetta Goldrake generation) come Spectreman, Ultralion, Megaloman, Jumborg Ace, I-Zenborg, Koseidon, Zaborgar, Guerre fra Galassie, X-Bomber e tante altre ancora.

Questo libro, per la prima volta in Italia, rende omaggio a tutte queste serie raccontandone la genesi, la storia, i generi, i protagonisti, l’evoluzione e le curiosità nella convinzione che si tratti di un argomento importante per meglio comprendere la cultura pop giapponese in tutta la sua caleidoscopica ricchezza.









 

Un nuovo Titano per il MonsterVerse!


 
  

Come ha ricordato Michael Dougherty nelle sue recenti interviste, la creazione del Titano Behemot è stata motivata anche dal fatto che esistono pochi mammiferi kaiju. Il regista di Godzilla II sarà quindi il primo a gioire del fatto che da oggi la famiglia si arricchisce un altro po'!

Al recente Las Vegas Comic-Con, si è infatti svolto un panel, in cui Legendary Pictures ha rivelato il nuovo Titano Camazotz, che è per l'appunto un mammifero, vista la sua natura di pipistrello!

(fonte Daniel Guzman da Facebook)

Il nuovo mostro è pensato per future apparizioni a fumetti in un graphic novel dedicato a King Kong, ma non è totalmente vergine di apparizioni sullo schermo. Come più di qualcuno sta infatti facendo notare, la sua presenza era stata anticipata da questa immagine durante i titoli di coda di Godzilla II – King of the Monsters:

Ecco anche un video, sempre di Guzman e scovato dal nostro utente Lucky Dragon, con l'annuncio:
 


Seguendo inoltre una linea già dimostrata dal MonsterVerse, Camazotz non nasce dal nulla: fa invece riferimento all'omonima divinità vampirica della mitologia maya.

In questo modo il MonsterVerse dimostra una volta di più la sua volontà di non appiattirsi solo sul bestiario Toho, ma di voler invece arricchire la mitologia con creature di varia provenienza. E noi, da appassionati, ne siamo ben lieti!


 

A novembre il primo saggio sui Tokusatsu


 
  

Quello del 2019 è proprio un autunno ricchissimo di proposte per gli appassionati dei tokusatsu e di tutte le serie televisive nipponiche di fantascienza. Mentre all'estero si godono le prime edizioni Blu-Ray ufficiali della Ultra saga, l'Italia risponde con un'iniziativa altrettanto significativa: la pubblicazione del primo saggio dedicato al genere!

A Novembre, uscirà infatti per le Edizioni La Torre Tokusatsu. I telefilm giapponesi con effetti speciali dalle origini agli anni Ottanta, scritto da Massimo Nicora, che i più già conosceranno per i corposi volumi dedicati ai robot giapponesi (in particolare C'era una volta Goldrake). Ricorderete anche il suo intervento sul nostro speciale per i 20 anni del Godzilla di Emmerich (dove annunciammo per la prima volta proprio la futura uscita del volume sui Tokusatsu).
 

 
Qui sopra potete vedere la cover del volume, dedicata a Megaloman (forse il personaggio più noto in Italia). A seguire, invece, le note di presentazione dell'editore:

Oltre agli anime e ai manga, una delle espressioni artistiche più conosciute della cultura popolare giapponese è quella dei tokusatsu, un genere di serie televisive perlopiù di argomento fantascientifico in cui viene fatto abbondante uso di effetti speciali e di cui qualche esempio è arrivato anche in Italia nei primi anni Ottanta. Si è trattato però soltanto della piccola parte di un fenomeno molto più ricco, articolato e complesso che a tutt’oggi non è stato ancora adeguatamente studiato. Questo libro ne vuole raccontare la storia, i generi, i protagonisti, l’evoluzione e le curiosità, ponendo l’accento non solo sui personaggi più noti al pubblico italiano ma cercando di riscoprire anche quelli legati all’immaginario giapponese. Da Ultraman a Kamen Rider, da Spectreman a Megaloman, da I-Zenborg a Koseidon, il libro ci accompagna in un viaggio nell’età d’oro dei tokusatsu che dagli albori del genere arriva fino agli inizi degli anni Ottanta.

 
Cui aggiungiamo le note biografiche dell'autore:

Massimo Nicora (Varese, 1972), giornalista, è laureato in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e si occupa di comunicazione e relazioni con la stampa per conto di importanti aziende nazionali e internazionali, con particolare riguardo ai settori dei videogiochi e del cinema di animazione. È autore dei libri C’era una volta… prima di Mazinga e Goldrake. Storia dei robot giapponesi dalle origini agli anni Settanta (Youcanprint, 2016) e C’era una volta Goldrake. La vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la TV italiana (La Torre, 2017), la più ricca e documentata ricostruzione dell’affaire Goldrake in Italia.

 
Il volume mira naturalmente a fornire ulteriore mappatura al genere degli eroi live action che, nel caos della programmazione anni Ottanta, furono percepiti come una sorta di versione in carne e ossa degli anime robotici (quando i nostri utenti sanno bene che in realtà è vero il contrario). Dunque una cavalcata utile non solo ai nostalgici, per mettere ordine nella memoria televisiva e storica della fantascienza nipponica. Da affiancare idealmente al nostro Godzilla il re dei mostri. Il sauro radioattivo di Honda e Tsuburaya.

L'uscita di Tokusatsu è prevista per il 5 Novembre, a un prezzo di listino di 22,50 euro. Prevista anche la presentazione in anteprima a Lucca Comics & Games.


 

Nuovi dettagli da Michael Dougherty su Godzilla 2


 
  

Regista particolarmente generoso nel parlare della sua opera, Michael Dougherty è stato di recente intervistato da Comicbookmovies e ha fornito nuovi dettagli sulla realizzazione e, soprattutto, sulle scelte che lo hanno guidato durante la lavorazione di Godzilla II – King of the Monsters.

Come sempre ne diamo conto, soffermandoci sui passaggi più significativi, sul rapporto con il primo film e, soprattutto, sul significato della scena dopo i titoli di coda e su una ulteriore sequenza mai girata. L'intera intervista (in inglese) può essere letta alla fonte.

Mi è piaciuto vedere i concept art che hai condiviso su Twitter [li abbiamo visti anche noi QUI ndr]; in quanto filmmaker, quanto sono importanti quegli artwork rispetto a ciò che finisce realmente sullo schermo?

Sono estremamente importanti. Ho iniziato da bambino, anche prima rispetto a quando sono diventato animatore: non avevo iPhone e iPad per realizzare i cortometraggi, quindi il meglio che potevo fare erano dei fotogrammi! Parte della mia tradizione di bambino era vedere i film di Godzilla e disegnare poi la mia versione delle loro battaglie mostruose. Pertanto, lavorare al design delle scenografie, ai concept art e all'aspetto delle creature è la mia parte preferita del lavoro, perché non sei vincolato dal budget o dalle scadenze e puoi semplicemente realizzare i design e le immagini più folli che ti vengono in mente. Il passo successivo è provare a tradurre molte di queste immagini chiave sul grande schermo e qui facciamo costantemente riferimento ai concept art con gli artisti degli effetti visivi.


Da dove ti è venuta l'ispirazione per includere la versione "super" di Godzilla che si vede nella battaglia finale del film?

In parte c'è il fatto che adoravo il Fire Gozilla (o qualunque termine tu preferisca per indicarlo) dei vecchi film perché, tradizionalmente, la gente pensa al raggio atomico come alla sua mossa finale e Gareth [Edwards] lo ha usato proprio in questo modo nel primo film, con esiti davvero brillanti. Non dimenticherò mai il momento in cui si vede la coda e la schiena che si illuminano e finalmente usa il raggio atomico. Hanno reso meravigliosamente quel passaggio e, anzi, non avevo idea che stesse arrivando, quindi quando lo ha fatto è stato un vero momento da applausi. Perciò non potevamo ripeterci, dovevamo invece escogitare un modo che avrebbe permesso a Godzilla di sconfiggere King Ghidorah con un risultato soddisfacente e di grande impatto visivo. È stato lì che ho proposto l'idea di utilizzare la sua forma infuocata come soluzione. Aveva anche senso rispetto alla storia, ai personaggi e all'idea che si è evoluto dopo il sacrificio di Serizawa.


Il primo film è stato preso di mira da alcuni fan per la scarsa presenza d'azione, quindi nel realizzare il seguito hai sentito la pressione di dover alzare l'asticella?

Non la definirei pressione di dover aggiungere più azione, mi è sembrata un'evoluzione naturale. Avevo sentito le lamentele, che non si vedeva abbastanza Godzilla, che non c'era abbastanza azione... e non sto cercando di liquidarle. Tutti hanno diritto a esprimere il loro punto di vista, ma allo stesso tempo credo che lamentele così siano il sintomo di una società in cui tutti siamo sovrastimolati, e vogliamo solo aggiungere sempre più azione. Da parte mia adoro e apprezzo anche i film che possiamo definire “a cottura lenta”. Mi sembra non ce ne siano più troppi in giro, l'atteggiamento è quasi da "Metti giù il tuo ca... di telefono, stai seduto in silenzio, presta attenzione e goditi l'accumulo". In questo senso ho pensato che la scelta di Gareth e dello Studio sia stata davvero coraggiosa: hanno preso quella strada e hanno realizzato un film che guardava indietro a opere come Lo squalo o Alien e altre che tanto amiamo, con La cosa che è forse è l'esempio più perfetto. Vorrei che ci fosse lo spazio per realizzare più film di quel tipo e sono davvero contento che Gareth abbia seguito quella strada. Allo stesso tempo, però, non aveva senso con il sequel non alzare il volume e aumentare un po' la velocità. L'avrei fatto a prescindere dal film precedente.


Si è discusso parecchio del fatto che il personaggio di Sally Hawkins viene ucciso molto velocemente. C'è mai stata una versione del film in cui il personaggio aveva avuto un ruolo più ampio?

[Ride] Sì, è vero, se ne è parlato parecchio. No, non c'è mai stata una versione in cui il suo ruolo fosse più lungo. Il motivo per cui è morta così presto – e torniamo al discorso di prima – è che volevo far capire quanto crudele e infido fosse Kingh Ghidorah e stabilire così definitivamente che è lui il vero cattivo del film. In parte l'ho fatto anche avevo amato tanto il personaggio di Sally nel primo film: la dottoressa Graham e il dr. Serizawa erano i miei preferiti perché facevano quello che per me è il lavoro ideale. Erano gli esperti di Godzilla! Dato che il suo [di Sally Hawkins] era il personaggio più comprensivo e affettuoso, quello che scalda il cuore, quale modo migliore per stabilire il tuo cattivo che fargli uccidere quella persona? È un ritorno al personaggio di Janet Leigh in Psyco. Spendi tanto tempo per creare un certo personaggio e farlo apparire come l'eroina (o comunque la protagonista) e poi in modo scioccante viene fatto fuori. Stavo esplorando il mio bakground horror in questo modo. Ricordo di aver sentito anche delle critiche che dicevano: "Perché King Ghidorah lo dovrebbe fare? È una cosa piccola piccola per lui!” Mi spiace ma se sei stato rinchiuso nel ghiaccio per potenzialmente decine di milioni di anni, hai fame! [Ride] Se qualcuno ti ha congelato nel ghiaccio per milioni di anni e poi vedi delle piccole cose che corrono sul pavimento, ti garantisco che vorresti inseguirle per farti uno spuntino!

La scena dopo i titoli di coda è fantastica; Come hai pensato e predisposto quello che sembra un apparente rimando a future apparizioni di Mecha King Ghidorah? Stavi davvero preparando il suo futuro ritorno in quella forma?

No, non era un motivo per preparare l'arrivo di Mecha King Ghidorah. Non dico che non potrebbe esserlo, ma se pensi a cosa può fare King Ghidorah, alla rigenerazione come suo fattore chiave e alla sua capacità di chiamare gli altri Titani, è una miniera d'oro di opportunità. Quel DNA è una risorsa da sfruttare per il personaggio di Charles Dance. Alcuni campioni di cellule e chissà cosa sarà capace di creare.


Quanto hai lavorato a stretto contatto con Adam Wingard per portare Godzilla dove serviva a lui per Godzilla vs Kong? E questa cosa ha cambiato i tuoi piani?

Ho avuto completa libertà. Adam è stato sul set per un giorno e poi ci siamo scritti e chattati qua e là durante la post-produzione, ma non è stato necessario fare le acrobazie per allineare le nostre storie. Zach [Shields], il mio co-sceneggiatore, e io abbiamo effettivamente rivisto lo script di Godzilla vs Kong per precisare alcuni punti e assicurare che la continuità fosse rispettata, ma è avvenuto tutto in modo molto semplice, naturale, è stato un processo organico per far confluire i due film l'uno nell'altro.


Ci sono delle scene che hai girato (o che volevi girare), ma che poi sono rimaste fuori dal montaggio finale?

Inizialmente avevamo due scene dopo i titoli di coda. C'è quella che sappiamo, con Charles Dance che acquista la testa di King Ghidorah, e poi un'altra che avevamo scritto, storyboardato, e avevamo fatto persino la ricerca delle location e la preparazione dei costumi. Fondamentalmente coinvolge il personaggio di Zhang Ziyi ed è ambientata dopo gli eventi del film. Lei è a Tokyo, entra in una specie di ristorante o bar, scende una scala e finisce in quello che sembra un antico tempio che è stranamente simile a quello che abbiamo visto all'inizio del film in Cina.

Qui incontra la sua sorella gemella, che le esprime le sue preoccupazioni sull'andare avanti o meno in quello che stanno preparando, che le ragazze sono così giovani e non è sicuro che siano pronte. Ziyi dice: "Anche noi un tempo eravamo così" e poi emergono in questa gigantesca camera dove vediamo un secondo uovo di Mothra, di fronte al quale ci sono due bambine, forse di tre o quattro anni, pure gemelle, che cantano la canzone di Mothra all'uovo per farlo schiudere. Non averla potuto girare mi ha spezzato il cuore perché avrebbe confermato che [Zhang Ziyi] stava interpretando le gemelle di Mothra, un riferimento profondo ai film originali.


A beneficio degli spettatori, ricordiamo che Zhang Ziyi tornerà in Godzilla vs Kong.


 

Pulgasari vive!


 
  

Il progetto fansub di Godzilla Italia e Bowling Ball Fansubs raggiunge i suoi primi dieci anni di attività e l'occasione va celebrata con un titolo speciale!

Lasciamo le note di presentazione al coordinatore del progetto **Mr. DooM**:
 

Il progetto di sottotitolazione che unisce Godzilla Italia e Bowling Ball Fansubs compie in questi giorni il suo decimo anniversario. In tutto questo tempo vi abbiamo proposto oltre 60 titoli che spaziano dalle produzioni degli anni '50 fino a quelle dei giorni nostri, abbiamo varcato i confini del Giappone, non abbiamo tralasciato cortometraggi e fim indipendenti, mossi dalla passione o direte voi ossessione per ogni tipo di creatura gigante.

Per l'occasione la nostra scelta si è rivolta a un film leggendario, quel Pulgasari che ormai la maggior parte di voi avrà già avuto modo di vedere tipo con i sottotitoli in italiano che girano in rete da tanti anni, ma anche in inglese.

Solo che stavolta, per la vostra gioia, ve lo potete guardare con la superlativa traduzione di GNN, ma volete mettere la differenza?

Il kolossal nordcoreano, diretto da Sang-Ok Shin, che ha alle spalle una storia incredibile (rimandiamo anche alla nostra recensione del libro che ricostruisce i fatti) è da tempo uno dei nostri preferiti ed è un grande piacere poterlo rivitalizzare con questa release.

Pronti dunque i link alla scheda del film sul nostro sito e naturalmente al sito dei BBF per il file.

 

Segnaliamo anche il precedente fansub, dei primi di settembre, dedicato a Monstrum, di Jong-Ho Huh, che ci permette di restare in Corea (quella del Sud stavolta) dove una belva terrorizza il popolo sullo sfondo di una lotta di potere. Un film recentissimo (è del 2018) e di ottima fattura, prova ne sia il passaggio a numerosi festival del fantastico, che potete approfondire anche qui grazie alla scheda sul sito.

Una volta soddisfatta ogni curiosità, tutti sul sito dei BBF per vedere il film, tradotto sempre da **Mr. DooM**

 

 

Chi volesse partecipare al progetto può naturalmente sempre farsi avanti e candidarsi: tutte le informazioni sul topic AAA - COLLABORATORI PROGETTO FANSUB CERCASI.


 

Godzilla 2: recensione del Blu-Ray Disc


 
  

L'amore degli appassionati per Godzilla II – King of the Monsters resterà sempre simboleggiato da quella proiezione al G-Fest con il pubblico che accompagna con canti e applausi il brano dei titoli di coda. Il film di Michael Dougherty è piaciuto e ha trovato ampio supporto presso la comunità degli “iniziati”. Meno bene è andata al di fuori della stessa: recensioni tiepide quando non negative da chi si aspettava una replica di quanto fatto da Gareth Edwards (non sapendo evidentemente che Godzilla ha un range espressivo molto ampio e che non esiste uno “standard”) e incassi buoni, ma inferiori alle aspettative (alla fine il conto definitivo è di 385.900.138 dollari, meno sia di Godzilla 2014 che di Kong: Skull Island).

L'accoglienza positiva è comunque un punto dal quale ripartire e che sulla lunga distanza potrebbe garantire una riscoperta da parte del pubblico più ampio. Timidi segnali in tal senso non mancano: ad esempio il lancio home video sta andando molto bene se, come riporta Gormaru, il film ha addirittura debuttato al primo posto fra i più venduti di NPD Video Scan (la più accreditata compagnia statunitense per il monitoraggio del mercato). Il Giappone, da parte sua, ha persino annunciato una sfacciata edizione combo Blu-Ray/4K/DVD da 4 dischi con action figure:


Lo scorso 19 Settembre le edizioni digitali hanno debuttato finalmente anche in Italia. In questo caso non abbiamo dati reali sull'andamento, ma nei gruppi dedicati all'home video il film sta raccogliendo pareri positivi, complice anche la vasta gamma di proposte che Warner Home Video gli ha dedicato, con in testa il Blu-Ray 4K Ultra HD che propone il film con audio italiano Dolby Atmos!

Qui su Fantaclassici troverete una recensione meno tecnica e più informativa sull'edizione Blu-Ray “basic” che immaginiamo sarà comunque la più venduta. Nella speranza che il successo delle uscite digitali confermi la bontà del film, rimandiamo al nostro articolo, raggiungibile dal link sottostante:

[BLU-RAY DISC] Godzilla II – King of the Monsters


 

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