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ULTIME NEWS

Cozzilla al Fantafestival!


 
  

Sono trascorsi quarant'anni dalla sua uscita e anche se non ha mai avuto alcuna edizione ufficiale per l'home cinema, il Godzilla rimontato da Luigi Cozzi (e per questo noto anche come “Cozzilla”) è ricordato come un fenomeno unico nella lunga saga del sauro atomico.

Ora arriva una bella occasione di rivederlo sul grande schermo, tanto per festeggiare il compleanno.

La proiezione, come ricordato dallo stesso Luigi Cozzi in un suo post su Facebook, avverrà infatti venerdì 24 Novembre, alle ore 15:00 a Roma al Cinema Savoy.

L'iniziativa rientra nell'ambito del Fantafestival che si svolge nella capitale negli stessi giorni. Rimandiamo pertanto al sito ufficiale e alla pagina Facebook della manifestazione per informazioni e approfondimenti.

Non sappiamo se lo stesso Cozzi sarà presente alla proiezione, ma in ogni caso è un'occasione più unica che rara di vedere al cinema questa bizzarra versione del capolavoro di Ishiro Honda.

 

Segnaliamo anche un'altra iniziativa del festival dedicata a Godzilla, nell'ambito degli “Effetti collaterali”, ovvero (citiamo dal comunicato stampa) “attività permanenti di approfondimento dei temi dell’immaginario con incontri e proiezioni a cura di Tino Franco e Simone Scardecchia presso la sede dell’associazione culturale Nel Blu Studios (Via Montello,2)”

Sabato 2 Dicembre, alle ore 21:00 sarà così presentato il documentario a tesi di 50 minuti “Sogno n° 1: Godzilla, Fantasma Cinematografico” di Simone Scardecchia. Ecco la sinossi:

Godzilla, leggenda del Cinema, miete successi quanto vittime da ormai 60 anni. Un’indagine sulle origini e le fonti di ispirazione del celeberrimo personaggio con una suggestiva tesi sulle profonde radici del fascino che in tutto il mondo milioni di fan nutrono per questa formidabile creatura.

 

Due ottime occasioni che renderanno per qualche settimana Roma la capitale dei mostri!


 

Godzilla anime: svelato il sequel!


 
  

Siamo finalmente al tanto atteso giorno d'uscita in Giappone di Godzilla: Planet of the Monsters, il film che apre la trilogia anime dedicata al sauro atomico!

L'occasione è stata celebrata con un annuncio bomba del sito ufficiale, che rivela in anteprima il prossimo capitolo, previsto per Maggio 2018. Il titolo giapponese, Godzilla: Kessen Kido Zoshoku Toshi, può essere tradotto all'incirca come “Godzilla: Battaglia decisiva nella città d'allevamento mobile”. Aspettiamo il titolo internazionale, che sicuramente saprà riassumere meglio il concetto.

Nel frattempo, però, possiamo goderci il primo poster:

 

Un particolare importante riguarda comunque la presenza di uno dei personaggi più amati della tradizione Toho: MechaGodzilla! Il sauro meccanico dovrebbe ricoprire il ruolo di arma decisiva che l'umanità crea per fermare Godzilla, e lo scenario sarà l'unica città rimasta misteriosamente in piedi dopo la devastazione che ha colpito il mondo nei 20.000 anni a venire in cui si ambienta la storia.

 

In attesa di saperne di più, godiamoci gli ultimi spot ufficiali dedicati a Godzilla: Planet of the Monsters e pubblicati sul canale YouTube di Toho Animation.

Ecco il primo, pieno di battaglie:

 

 

E il secondo, che in larga parte riprende quanto già visto nell'ultimo trailer:

 

 

La tv giapponese ha anche diffuso quattro clip vere e proprie dal film, che riportiamo dal canale YouTube di Gojipedia pur avvertendo che sono in bassa qualità. A voi scegliere se vederle o rimandare il piacere della scoperta fino all'uscita del film:

 

 


Infine ecco il video ufficiale di White Out, title track ufficiale del film, degli Xai, in parte già sentita negli spot e nei trailer:



Ricordiamo che, al momento, non ci sono ancora dati certi riguardo alla distribuzione internazionale della trilogia animata, che dovrebbe arrivare attraverso Netflix. La nostra speranza è, comunque, che si faccia avanti un distributore in grado di assicurare un'uscita al cinema.


 

King Kong: la recensione del romanzo


 
  

Tutti conoscono il King Kong cinematografico, ma quanti quello cartaceo? Sanno chi ne è l'autore e in cosa e come differisce dall'originale visto sul grande schermo?

A rispondere a tutte queste domande ci pensa oggi la recensione del romanzo originale, che potete trovare su Fantaclassici, cliccando il link sottostante. Buona lettura:

 

[LIBRI] King Kong


 

Shin Godzilla: focus sul Blu-Ray Disc


 
  

Dopo l'anticipazione di qualche giorno fa, entriamo nel vivo dell'edizione Blu-Ray di Shin Godzilla, prodotta da Dynit e in arrivo nei negozi italiani.

È quindi disponibile sul sito un focus con tutti i dettagli e una galleria fotografica dell'edizione.

Cliccate sull'immagine sottostante per essere reindirizzati e buona lettura!


 

Shin Godzilla in Blu-Ray: Gli Extra!


 
  Direttamente dalla fiera di Lucca Comics & Games, il nostro inviato speciale Rodan ci fornisce in anteprima assoluta i dettagli del Blu-Ray di Shin Godzilla, disponibile per l’home cinema, a tiratura limitata, a partire dal prossimo 8 novembre.




L’edizione digitale HD in versione doppio disco, contenente un booklet di 16 pagine e un poster, presenta il film in versione 2.0 con lievi migliorie rispetto alla versione vista in sala e propone l’audio in italiano e giapponese con la codifica DTS-HD Master Audio 3.1




Di seguito, le Caratteristiche tecniche:

Video: 2:39:1 anamorfico 1080
Audio: Italiano e giapponese DTS-HD Master Audio 3.1
Sottotitoli: Italiano

Infine, i tanto attesi Contenuti speciali:

Master versione 2.0 supervisionato da Hideaki Anno
Previsual & outtakes
Previsual reels
VFX behind the scenes
Trailers
Trailers Edizione Italiana
D-trailers

Tra gli extra in elenco del prodotto targato Dynit apprezziamo le scene eliminate, i dietro le quinte e i trailers, tra cui quello della edizione italiana.



 

La recensione di Astromostri


 
  

Si conclude la nostra ricognizione su Astromostri, il fumetto di Antonio Serra e Maurizio Rosenzweig edito dalla Sergio Bonelli Editore nell'ambito della collana Le Storie.

Dopo l'intervista allo sceneggiatore e quella al disegnatore, è ora la volta della nostra recensione dell'albo, firmata dal nostro utente King Ghidorah. Ecco il link, ricordiamo che potete commentare anche voi l'albo attraverso la nostra pagina Facebook o la discussione sul forum:

[FUMETTI] Astromostri


 

Maurizio Rosenzweig su Astromostri


 
  

L'uscita del fumetto Astromostri nelle edicole italiane è stata accolta con molto favore e interesse dagli addetti ai lavori, e naturalmente anche noi proseguiamo nella ricognizione con ulteriori approfondimenti.

Dopo l'intervista allo sceneggiatore Antonio Serra, e in attesa della recensione vera e proprio dell'albo, che troverete sul sito fra qualche giorno, abbiamo quindi intervistato il disegnatore Maurizio Rosenzweig, autore delle bellissime tavole.

Maurizio nasce a Milano nel 1970 e pubblica fumetti da quando aveva 14 anni: un autentico veterano, che ha potuto collaborare negli anni con realtà importanti quali Phoenix, Mondadori, Star Comics, De Agostini (solo per citarne alcune) e naturalmente la Sergio Bonelli Editore, in particolare per il fumetto Dampyr. Ci fa quindi molto piacere poter ospitare su Fantaclassici un altro testimone così autorevole dei molteplici intrecci fra l'universo di Godzilla e i fumetti.

Buona lettura!

 

Ciao Maurizio e benvenuto su Fantaclassici. Inizierei la chiacchierata partendo da alcuni spunti emersi durante l'intervista con Antonio Serra. Ad esempio il disegno di Godzilla morto tra i palazzi da cui è partita la storia. Mi incuriosiva capire il perché di un simile soggetto: siamo abituati a vedere sempre Godzilla ritratto in modo regale e invincibile, invece tu lo hai raffigurato sconfitto, come mai?

In realtà non avevo mai razionalizzato questa cosa, ma il disegno nasce dalla mia opinione che tutti i film di genere che vediamo adesso nelle sale in realtà non raccontino nulla – anche film come Pacific Rim, che è molto bello visivamente, ma non si sofferma troppo sulla storia o i personaggi. Si tende più a evocare che raccontare: l'immagine di Godzilla morto è così simbolica, vuole rappresentare la morte di un modo meraviglioso di raccontare i mostri. Il colpevole, per come la vedo io, è l'eccessiva ossessione per il “realismo” come unica chiave di lettura per visualizzare queste storie e questi mondi. Anche nel Godzilla del 2014 si sono sentiti in dovere di raccontare chi è il mostro, da dove viene... ma perché? È un mostro radioattivo e tanto basta!



(il disegno originale, dal profilo Facebook di Maurizio Rosenzweig)

Di Shin Godzilla invece cosa pensi? Lì secondo me sono riusciti a usare il realismo in modo convincente.

Purtroppo non l'ho ancora visto, e non vedo l'ora di poterlo fare. Penso che saremo d'accordo, in fondo i giapponesi hanno voluto riprendersi il loro mostro e magari saranno riusciti a fare qualcosa di diverso rispetto alla tendenza. Voglio però precisare che, al di là della critica più generale sul metodo, il Godzilla del 2014 mi è comunque piaciuto moltissimo.

 

Antonio Serra che reazione ha avuto davanti al disegno di Godzilla morto?

Inizialmente lo voleva comprare, quindi direi che l'ha presa bene. La cosa curiosa è che io immaginavo che, in seguito alla morte di Godzilla, dovesse esserci il suo sangue sulle strade, ma Antonio mi ha contestato questo aspetto perché dalla tuta gommata non può uscire sangue. Lì ho capito che lui vedeva morto non Godzilla, ma il figurante che lo anima. Da quel momento in avanti abbiamo iniziato a costruire la storia di Astromostri, immaginando che si trattasse di un incidente sul set e poi tutto quello che potete leggere nell'albo.

 

Quindi la storia nasce da un vostro continuo scambio di opinioni? Pensavo che a un certo punto Antonio fosse andato avanti e ti avesse poi presentato la sceneggiatura (tutta o in parte, visto che il metodo Bonelli a volte porta gli scrittori a consegnare lo scrip “a tappe” ai disegnatori).

No, fin dall'inizio abbiamo deciso di adottare un metodo “alla Stan Lee e Jack Kirby”: lui usciva dal lavoro e io lo raggiungevo a casa, dove gli mostravo alcune scene che avevo disegnato e lui aggiungeva dei dialoghi, fornendomi ulteriori spunti per proseguire. Quindi abbiamo lavorato assieme, naturalmente rivedendo i passaggi in modo da dare coerenza al tutto, a volte Antonio mi contestava dei passaggi, ma poi trovava il modo di riprendere il filo. Visto che hai citato il metodo Bonelli, posso dirti che in redazione erano abbastanza agitati per questo nostro approccio estemporaneo, li abbiamo fatti penare un po', ma alla fine penso ne sia valsa la pena.

 

Raccontami come hai gestito l'imponente lavoro di documentazione presente nella storia.

Per prima cosa abbiamo passato un po' di serate a rivedere i vecchi film e a cercare di capire dove fossero ambientati: quindi le vie o le vedute cittadine più interessanti per restituire l'atmosfera dell'epoca. Per noi era importante mostrare Tokyo in trasformazione dopo la guerra, anche per l'aiuto fornito dagli americani: per questo in alcune vignette puoi vedere i cantieri, magari è un'informazione che non passa subito, ma qualcosa viene comunque accennata nello spiegone finale. Antonio in particolare mi ha poi fatto vedere All Monsters Attack, da cui ho ripreso in modo specifico alcune ambientazioni, come la casa-laboratorio di John. Il tutto è stato poi integrato con ricerche specifiche, attraverso i motori di ricerca giapponesi, per studiare il design delle auto e delle macchine da presa dell'epoca.

 

Quanto tempo ha richiesto la lavorazione?

Ci sono voluti ben due anni, anche perché nel frattempo portavo avanti altri lavori, ho disegnato Dampyr ed è pure nato mio figlio. Ci ho lavorato come a uno dei miei libri, ho rifatto tantissime pagine di testa mia, a volte Antonio mi ha anche fatto ridisegnare dei passaggi perché non avevo capito bene (ad esempio nella scena della rissa non avevo inteso che gli avversari fossero alieni e quindi ho dovuto rifare tutto).



(autoritratto di Maurizio Rosenzweig, da notare il Godzilla stilizzato sulla nuca)

Come hai fatto a trovare il giusto bilanciamento fra il realismo portato dalla componente documentaristica e la cifra più onirica della storia?

La componente onirica deriva dal mio modo di raccontare, come risulta evidente dai miei libri, in cui lavoro – se mi passi il paragone – con un metodo “felliniano”. La parte più concreta viene invece da Antonio: quindi da un lato io arginavo la sua concretezza nello scrivere, e dall'altro lui riusciva a controllare la mia parte più onirica, creando il giusto equilibrio.

 

Quindi è stato un felice incontro! Peraltro Antonio nell'intervista ha lodato in maniera particolare il tuo stile così poetico e in grado di esaltare la componente fantastica della storia.

Sì, volevamo lavorare insieme da tempo, perché a lui erano piaciuti molto alcuni miei lavori come Zigo Stella. Ci siamo così incontrati su un terreno, quello dei film di kaiju, che era confacente a me per lo stile e poteva anche ospitare lui e la sua capacità analitica di quel periodo e quel cinema. Antonio sa tutto di quei film, io no, li vedo, sogno e non ricordo i registi o l'anno di produzione. Il mio, insomma, è un approccio più astratto.

 

Anch'io da lettore noto questa qualità: in alcuni punti i mostri mi sembrano i pupazzi che devono essere, in altri invece delle creature vere, si crea un amalgama fra realismo e fantasia molto naturale.

Mi fa molto piacere questa considerazione perché per me i mostri sono molto veri. Quando ho disegnato Ghidorah, ad esempio, non avevo messo i fili che lo sorreggono sul set e me lo ha fatto notare la mia compagna. Per me lui era già a posto così!

 

A livello di scrittura, Antonio ha prediletto un approccio in grado di esaltare la componente visiva abbattendo la griglia tradizionale, con splash-page e poche vignette per tavola: questo approccio ti si è rivelato utile o avresti preferito quello bonelliano più canonico?

È stata una situazione ideale: ho potuto usare doppie tavole, o restringere le vignette in alcuni momenti, lasciando grandi spazi bianchi (scelte che nell'approccio tradizionale bonelliano significherebbero normalmente pagine “non finite”). Questo aspetto lo dobbiamo anche a Gianmaria Contro, che è il curatore della collana Le Storie: quando siamo andati a parlare con lui, infatti, mi ha detto che voleva “una cosa alla Rosenzweig”, ma senza dimenticare che comunque era un lavoro Bonelli. Mi ha espressamente detto che potevo divertirmi, e così è stato.

 

Una curiosità: sei tu nella vignetta finale con il bambino in braccio? Come mai questo cameo?

Sì, sono io, era nato da poco mio figlio e il disegno nasce dal bel rapporto che ho subito instaurato con lui, mi piaceva lasciargli qualcosa che potesse appendere in camera con cui crescere. Poi è il momento più bello della storia, in cui cadono le barriere fra il confine realistico e quello onirico: così rappresentava anche un po' il cambiamento nella mia vita, quando sono passato dal vivere da solo al crescere un bambino. Quindi ho unito la meraviglia di questa nuova vita e la paura che starle dietro naturalmente suscita.



(scrivania di Maurizio Rosenzweig con Godzilla, dal profilo Facebook)

Ho letto che si parla di una possibile edizione da libreria con 30 pagine in più, mi puoi anticipare qualcosa?

Sì, se ne è parlato in Bonelli, dopo Lucca Comics ci riuniremo con il direttore editoriale Michele Masiero per vedere se il progetto si concretizzerà. Le pagine in più hanno innanzitutto una finalità editoriale: il libro deve avere più di 110 pagine per andare in libreria. Io e Antonio andiamo a nozze con questo aspetto perché ci darà la possibilità di espandere ancora questo universo. L'idea sarebbe quindi di affiancare ad Astromostri una breve storia inedita collegata. Potrebbe essere uno spin-off con alcuni aspetti che non siamo riusciti a inserire nella vicenda principale, oppure un prequel sul protagonista, lo stiamo ancora definendo. D'altra parte siamo ancora nel campo delle ipotesi.

 

La domanda finale è di rito: come hai conosciuto Godzilla e quale è stato il tuo rapporto nel tempo con la sua saga?

L'ho conosciuto ai tempi delle scuole elementari, avrò avuto 7-8 anni, quando su Telereporter (un'emittente privata lombarda) programmavano i suoi film il pomeriggio. Ricordo che non riuscivo a fare i compiti perché ero distratto dai suoni, dai ruggiti dei mostri: infatti c'era mia madre che li vedeva perché li trovava molto divertenti. Così mi sedevo accanto a lei e li vedevo anch'io. Poi li ho dimenticati per anni finché non è uscito il film di Roland Emmerich (che non è Godzilla!) e mi ha fatto venire voglia di recuperarli. Poi ho sempre avuto un pupazzetto di Godzilla che mi aveva portato mio padre da un viaggio di lavoro in Giappone: mi riferisco a un'epoca in cui andare in Oriente costava tantissimo! Ho ancora questo giocattolo, un po' mangiato dalla polvere, e l'ho sempre venerato perché, da appassionato di dinosauri, Godzilla mi appariva come un T-Rex, ma con un'aria così autorevole da farmelo ritenere superiore ai rettili preistorici veri. Un vero Re dei mostri!


 

Terzo trailer per l'anime di Godzilla


 
  

Manca poco all'uscita di Godzilla: Planet of the Monsters e l'attesa febbrile viene colmata da un nuovo trailer, caricato sul canale YouTube di TOHO Animation.

Come sempre il filmato è soltanto in lingua originale giapponese, ma è ghiotta l'occasione di vedere finalmente Godzilla in azione, con tanto di raggio atomico!

Eccolo a voi:
 


Approfittiamo dell'occasione per ricordare anche che il secondo trailer, postato qui sempre in versione originale, è visibile sottotitolato in italiano sulla pagina Facebook di sempredirebanzai.it.

 L'uscita del film resta confermata al 17 Novembre nelle sale giapponesi per poi allargarsi al resto del mondo attraverso Netflix.


 

Addio a Riki Hashimoto


 
  

Prosegue la lista delle perdite in quest'anno che sembra accanirsi con particolare cattiveria sul tokusatsu: l'11 Ottobre è infatti venuto a mancare Chikara “Riki” Hashimoto.

L'attore, ex giocatore di baseball, è caro agli appassionati del genere in quanto interprete del colossale Daimajin nella splendida trilogia di pellicole realizzate dalla Daiei nel 1966 e purtroppo inedite in Italia.

Oltre al gigante di pietra, Hashimoto era conosciuto principalmente per il ruolo di Suzuki in Dalla Cina con furore, accanto a Bruce Lee:

Tornando al fantastico, invece, eccolo (senza baffi) ne Il mostro invincibile, della saga di Gamera (ultimo a destra):




Infine uno scatto recente di Hashimoto, qui nel 2016 insieme all'amministratore dell'ottimo blog Sidelong Glances of a Pigeon Kicker, fra i primi a diffondere la notizia della scomparsa.



Per maggiori dettagli sulla sua carriera, rimandiamo alla nostra scheda.


 

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